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Standing ovation e grande partecipazione per “Sound of Light” a Manfredonia

Musica a lume di candela, emozione condivisa e una comunità riunita nella Chiesa di San Pio

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Il 21 dicembre, nella Chiesa di San Pio, a Manfredonia, non si è semplicemente assistito a un concerto. Si è vissuto un momento. “Sound of Light”, il concerto a lume di candela della pianista Giulia Vazzoler, ha riempito lo spazio e il silenzio di emozioni sincere, chiudendosi con una standing ovation spontanea e sentita. Seduti tra le panche, fin dalle prime note, si percepiva qualcosa di diverso: un ascolto profondo, rispettoso, quasi intimo. Il pubblico, numeroso, non era lì solo per ascoltare musica, ma per condividere un’esperienza. Un silenzio pieno, carico di attenzione, che ha accompagnato ogni brano fino all’ultimo applauso. La presenza delle istituzioni – la vicesindaca Cecilia Simone, l’assessora alla Cultura Maria Teresa Valente, il vicepresidente del Consiglio comunale Fabio Egidio Di Bari, la consigliera Michelina Quitadamo e il consigliere Michele Prencipe – non è stata formale, ma parte di una serata vissuta insieme alla comunità, a dimostrazione di quanto iniziative come questa possano parlare a tutti. La scelta della Chiesa di San Pio, in una zona periferica della città, ha dato alla serata un significato speciale. Portare la musica lì ha voluto dire avvicinare, includere, far sentire ogni luogo degno di bellezza. Per una sera, quello spazio si è trasformato in un punto di incontro, in cui le persone si sono riconosciute e ritrovate. La candela accesa con la Luce di Betlemme, posta accanto al pianoforte, ha aggiunto un livello di profondità difficile da spiegare a parole. Non era solo un simbolo natalizio, ma un segno di pace e di memoria, reso ancora più vero dal legame personale di Giulia Vazzoler con Betlemme, città che ha abitato e che, in qualche modo, ha portato con sé attraverso la musica. Il programma ha guidato il pubblico in un viaggio emotivo, attraversando stili ed epoche diverse, intrecciando classica, impressionismo, minimalismo e riletture contemporanee. Particolarmente toccante è stato l’omaggio a Ennio Morricone, con un medley delle sue colonne sonore più celebri – da Nuovo Cinema Paradiso a Gabriel’s Oboe – melodie che appartengono alla memoria collettiva, capaci di far riaffiorare immagini, storie personali, emozioni condivise. Alla fine, l’applauso è arrivato naturale, lungo, inevitabile. Le luci soffuse delle candele, il pianoforte, il silenzio tra un brano e l’altro: tutto ha contribuito a creare un’atmosfera raccolta, quasi sospesa, in cui ognuno ha potuto sentirsi parte di qualcosa di semplice e vero. Un grazie sentito a don Fabrizio, per l’accoglienza e la disponibilità, e a Palco in una Stanza di Francesca Rinaldi, per il prezioso contribuito a questa serata così delicata e intensa. “Sound of Light” ha lasciato a Manfredonia qualcosa di prezioso: la sensazione che la bellezza, quando viene condivisa, riesce a unire le persone, a illuminare anche i luoghi più silenziosi e a restare, anche dopo che l’ultima nota si è spenta.