Cronaca Italia

Emanuela Orlandi, ora spunta una lettera anonima!

Dallo zio Mario ai movimenti di Mario Peruzy: siamo finalmente vicini alla verità? Aggiornamenti sul caso di Emanuela Orlandi.

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Quarantadue anni dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi, il mosaico del caso continua a muoversi, rivelando tasselli rimasti in ombra per decenni. La nuova traiettoria dell’inchiesta non guarda più soltanto ai poteri esterni, ai depistaggi o alle trame internazionali, ma si concentra ora su un cerchio molto più vicino alla ragazza: la sua stessa famiglia, il ramo materno. È in questo scenario che la figura dello zio Mario Meneguzzi, fino a oggi citata solo marginalmente nelle ricostruzioni pubbliche, torna prepotentemente al centro, affiancata da quella del dirigente parlamentare Mario Peruzy. Il rilancio di questa pista nasce da una lettera anonima che indica i due uomini come possibili snodi di una vicenda rimasta irrisolta dal 1983 e che, secondo gli inquirenti, potrebbe finalmente rivelare ciò che fu nascosto sin dall’inizio.

Emanuela Orlandi: il mistero di Mario Peruzy e la lettera anonima

Stando a quanto riportato da Repubblica, il 14 maggio 2024 gli investigatori hanno convocato Renata Improta, vedova di Peruzy, per chiarire alcuni elementi rimasti sospesi. Alla convocazione ha fatto seguito anche la perquisizione dell’abitazione di Torano appartenuta a Meneguzzi, un atto che conferma come questa pista non venga considerata un semplice dettaglio, ma un possibile punto di svolta. Intanto Massimo Giletti, che sta seguendo l’evoluzione del caso nel suo programma Lo stato delle cose, è stato aggredito in pieno centro a Roma mentre tentava di intervistare un ex agente dei servizi segreti, episodio che alimenta ulteriormente il clima di tensione attorno alla vicenda.

Il nome di Peruzy compare nei verbali del 30 agosto 1983, quando Natalina Orlandi e il fidanzato Andrea Mario Ferraris riferirono che l’allora giovane stenodattilografa di Montecitorio aveva ricevuto avances da parte del dirigente. Natalina dichiarò inoltre di aver subito molestie verbali dallo zio Mario Meneguzzi, mentre Ferraris confermò che la fidanzata gli aveva raccontato di attenzioni provenienti da entrambi. A riaccendere ulteriormente l’interesse su questa pista è stata la lettera anonima giunta agli inquirenti nel 2024, in cui Meneguzzi veniva definito “la chiave del rebus per trovare Emanuela”, mentre Peruzy veniva descritto come “l’uomo forte del ramo parlamentare”, attribuendo allo zio il ruolo di “braccio destro”.

Una traiettoria investigativa che oggi, più delle altre, appare capace di incrinare vecchie certezze e aprire scenari rimasti ai margini per troppo tempo.