Spettacolo Italia

Lino Guanciale: “Da piccolo ero timido e bullizzato”

Dalla timidezza infantile al successo col Commissario Ricciardi: Lino Guanciale racconta le sue fragilità, l’amore, il rugby e la famiglia.

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Lino Guanciale oggi è uno dei volti più amati della fiction italiana, capace di unire charme, talento e una misura interpretativa che raramente lascia indifferenti. Ma dietro l’immagine rassicurante del “tormentato” Commissario Ricciardi si nasconde un passato fatto di timidezza, insicurezze e bulli che non gli davano tregua. Un’infanzia che ha segnato profondamente il suo percorso personale e artistico. La maturità, però, gli ha restituito tutto: il lavoro, una famiglia solida e un amore che lo ha trasformato. Oggi Guanciale è sereno, consapevole e padrone della sua storia, e condividerla senza filtri è uno dei modi con cui restituisce autenticità al suo pubblico.

Come Lino Guanciale ha costruito la sua rinascita

Nel corso di un’intervista a Grand Hotel, l’attore ha ripercorso il periodo più difficile della sua infanzia, quando non si sentiva né forte né compreso. “Da bimbo ero grassottello, basso ed emarginato. Finché non mi misero in mano una palla ovale…”. Una rivelazione che, da sola, racconta il modo in cui il rugby è diventato per lui un’àncora di salvezza, una disciplina capace di dargli struttura, sicurezza e un nuovo modo di stare nel mondo. Il campo sportivo gli ha restituito la voce, quella che da bambino non riusciva a difendere.

Oggi che è un artista affermato, protagonista di serie acclamate e impegnato su più fronti, Guanciale ha imparato a guardarsi con ironia. Riguardo al suo status di sex symbol, Lino ha dichiarato divertito: “Seduttore io? Macché, mi viene da ridere”, aggiungendo: “Mai stato un maschio-alfa”. È uno dei tratti che il pubblico ama di più: la capacità di mescolare profondità e leggerezza, sensibilità e distacco, come se proteggesse ancora quel bambino timido che è stato.

Nel privato, a renderlo un uomo felice è stata soprattutto la famiglia. Con sua moglie Antonella Liuzzi, docente universitaria, ha trovato l’equilibrio che cercava. Nelle pagine del settimanale la definisce una presenza stabile e luminosa nella sua vita, e insieme hanno da poco festeggiato il compleanno del figlio Pietro. Guanciale si augura che quando Pietro sarà più grande trovi un mondo diverso “in cui determinate questioni che riguardano la legge del più forte siano superate”.

La popolarità, però, non è sempre facile da gestire. Quando si seppe che si era sposato in gran segreto, alcune fan reagirono con stupore e qualche eccesso emotivo: “Poteva almeno darci il tempo di elaborare il lutto…”, scrissero sui social. Una reazione che l’attore ricorda con un sorriso, comprendendo quanto il pubblico sia legato ai suoi personaggi.

Oggi, tra una nuova stagione del Commissario Ricciardi e progetti che spaziano dalla commedia al cinema d’autore, Guanciale continua a muoversi con la stessa grazia che lo accompagna sin dagli inizi. Un attore che non ha paura di raccontarsi, consapevole del proprio passato e orgoglioso del presente che ha costruito.