Storia

Le processioni nella tradizione, nella cultualità e nella ritualità sipontina

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Le Processioni: una pia tradizione che dura a tutt’oggi e che lo Spinelli fa risalire al 1553, ai  tempi dell’arcivescovo Dionisio de’ Robertis, è il recarsi ogni sabato dell’anno presso la basilica di Siponto per recitare orazioni in onore della Madonna.

Le processioni nella tradizione, nella cultualità e nella ritualità sipontina

(a cura di) Pasquale Ognissanti, Archivio Storico Sipontino

Non solo; ma si  fa anche riferimento alla tradizione del “Lunedì di Siponto” (Pasquetta),  alla traslazione dell’Icona e alla processione della stessa per le vie della città.

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Venuto intanto il nostro novello Arcivescovo nella sua Sipontina Residenza ebbe grandissima devozione alla miracolosa Immagine di Maria SS.ma di Costantinopoli, che si venera nella Cattedrale dell’antica Siponto, per cui infervorò maggiormente i nostri Sipontini alla divozione di quella: molto più, che giusta le opportunità si compiaceva Iddio per mezzo dell’intercessione di sua Ss.ma Madre essercitare le sue meraviglie, e grazie innumerevoli a’ Divoti dispensare. Per una tal fervorosa divozionede’ nostri Sipontini fu introdotta l’usanza che ne’ tempi di estrema penuria di acqua i Massari della nostra Città si univano, e ricorrendo al Magistrato, si domandava di trasportarsi dall’antica Siponto processionalmente quella benedetta miracolosa Immagine, e venerarla nella Cattedrale della moderna Città almeno per un Novenario, alla qual ricerca annuendo il Magistrato ed invitandosi il Capitolo Sipontino con tutte le Communità Religiose, e Confraternite Laicali, per essere opera divota da praticarsi pro bono publico, ed anche per prestare tutta la dovuta venerazione a quella Immagine della Madre di Dio s’introdusse l’usanza di andare processionalmente cantandosi le litanie  della Vergine, e presa divotamente quella miracolosa Immagine, così anche in processione menarla nella moderna Siponto per le principali Contrade con intervento di tutto il popolo onorandosi colla scarica de’ Cannoni della Città e degli altri della Real Fortezza, siccome lo stesso onore si è sempre costumato farle all’ora, che conseguita si è la bramata grazia riportandosi nella Cattedrale dell’antica Città, dove di continuo risiede. Una tal divozione maggiormente infervorata nella nostra Siponto dall’Arcivescovo Fr’ Dionisio, non si è mai dismessa, né sminuita, percui dura anche a’ nostri giorni, facendosi da’ Sipontini talmente capitale della Protezione di tal nostra Signora, che in tutte le abbisogna ricorrendosi ad Essa se ne conseguono immediatamente le divine grazie. La divozione de’ Sipontini verso di una tanta miracolosa Immagine è stata sempre,  siccome la è anche oggi da tanto, che in quell’antica Catedrale non mancano mai delle numerose Messe in tutti i giorni, ma sono in maggior numero in ogni Sabato, per essere numerosissimo concorso de’ nostri Sipontini. Per effetto di tal divozione si fanno in onore di tal benedetta Immagine delle copiosissime elemosine, colle quali si sono formate rendite di censuali, e di stabili, oltra la massima rendita che si produce da grosso numero di vacche addetto alla Vergine SS.ma dalla divozione de’ Massari Sipontini, introdotta sin dal corrente anno, con donarsi dalle loro industrie annualmente una giovenga per cadauno; per cui in tal Chiesa non mancano de’ convenevoli sagri Arredi, ed ogn’altro decente ornamento, mantenendosi perpetuamente il Cappellano, con solennizzarsi annualmente la Festività della Ss.ma Vergine con molta pompa perlopiù trasferita nel secondo giorno della Pasqua di Resurrezione, con intervenire a tal Sollennitàprocessionalmente. Il R.mo Capitolo, Mansionari, e tutto il Clero Sipontino, celebrandosi pontificalmente da un Canonico la Messa coll’intervento di un Coro di Musici, colla recita dell’Orazione Panegirica, e colla scarica di molte Petriere, e Mortaletti; Oltre poi il gran concorso che vi è di tutti i nostri Sipontini, che sembra esservi in tal solenne giorno colà un gran Mercato, atteso le tante industrie, che ivi dalla moderna Città si trasferiscono, affine di non far mancare a’ divoti concorrenti qualunque bisognevole1

 

Sempre dallo Spinelli, che scrive nel ‘700,  si ha la descrizione della processione di S. Lorenzo (del Pastor Bonus), da lui definita molto antica.

 

Infine, sempre in merito alle tradizionali processioni, alla cultualità ed alla ritualità sipontina, in particolare a quella del Corpus Domini, è interessante quanto viene riportato nei documenti dei Celestini di Manfredonia.

 

Processioni alle quali devono partecipare i Padri Celestini

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Negli atti di erezione del monastero dei padri Celestini di Manfredonia,  vengono descritte anche le modalità comportamentali degli stessi padri,  in materia di processioni     

 

     Va sottolineato la pletora di precessioni che si svolgevano a Manfredonia nel sec. XVII, di cui si fa cenno nei documenti degli stessi padri Celestini: processione dei morti, processione di S. Marco, processione delle Rogazioni, ecc. Dal modo con il quale i Celestini si esprimono, la festività del Corpus Domini doveva essere molto sentita dalla comunità sipontina.

 

            A dire il vero, anche ai nostri giorni viene praticata tale festività con la relativa processione:

 

Processioni

 

            Non si và à processioni di (morti) da monaci (…….)

 

            Si và solamente nella processione del Corpus Domini nella matina giorno suo tantum, e non nella processione dell’Ottava.

 

            Non si va nella processione di S. Marco per essere quella commutata con la processione che si fa à dì sette di febraro nel giorno di S. Lorenzo Arcivescovo Sipontino.

 

            In queste due festività è solito andarsi nella Chiesa Cattedrale nel primo Vespro in Choro, dove si trovano li Regolari di una antifona per uno, e se li danno trè incensate nel Magnificat alli Capi di quelli, che vanno in Choro, benche questo non è di obligo, mà stà à Regolari se ci vogliono andare, anzi questi giorni passati li Regolari per alcune altre differenze insorte col Capitolo, risolsero di non andarci più, (quando) de jure non siamo obligatiad altro che andar alle processioni.

 

            Nelle altre processioni delle Rogazioni, et altre nelle quali non siamo obligati a secondo l’uso antico, a tenor della Bulla di Pio quinto. Et in mendicantium non si ci và, e fu  (castigato) in tempo del p. d.Michele Visco vicario all’hora in questo Monastero, e ne stà copia della sentenza in Archivio.

 

            Se fanno la matina del Santissimo per l’altari avanti le chiese di Regolari per la processione. Fu levato questo uso nella nostra chiesa nel’anno 1662 dal’abbate d. Celso Regna.

 

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Inventario di racordi/ delli obblighi, che have il Monasterio circa/ l’andare alle processioni, et altro.

 

Nel giorno del Corpus Domini/ Dal primo Vespro.

 

            Nel primo Vespro del Corpus si và in S. Lorenzo Chiesa Arcivescovile di questa Cità, e vi vanno tutti li Religiosi senza la Croce, e vanno in Choro, e sedono nel Choro secondo le precedenze loro, e luochi a tali toccati, et assistono al primo Vespro, nel quale sono onorati li capi di quelli di intonare una antifona per ciascuno, secondo le loro precedenze, e poi al Magnificat sono incensati, et à ciascun capo si danno trèincensate, conforme si danno alle Dignità di essa Chiesa Arcivescovile; e l’andar al primo Vespro in detta Chiesa non è obligo, mà un solito tenuto per onorare; anzi questi giorni passati per alcune controversie di altre cause sovenute fra il Capitolo, e li Regolari mendicanti, detti Regolari li significorno di non voler andar ad assistere à quel primo Vespro, perche non erano obligati, et il Capitolo già acconsentiva.

 

   La matina di detta Festività ogni Chiesa fa il suo Altare avanti la sua porta per il passaggio della Processione; lo faceva anco il Monasterio avanti la nostra Chiesa, e nel’anno 1662 il p.abbated. Celso Regna levò questo uso per alcuni dispiaceri, che hebbecon Monsignor Arcivescovo, e per   causa, che questo altare si pretendeva per obligo, e si ne mandavano gli ordini un giorno prima, come si mandano ancora hogi à tutti gli altri Religiosi, che faccino detti Altari, e poco meno, che per citatione.

 

Nel giorno del Corpus Domini.

 

Si và alla processione di detta matina la qual è d’obligo, e ci vanno tutti li altri Regolari.

 

  Nel camino, che fa la Processione detta matina, si sonano le Campane tanto dà Chiesa de’ Regolari, quanto da l’altre Chiese, quando passa la Processione d’avanti ad essa, overo dalla loro strada, ancorché non arrivi la processione avanti ad essa, e che non passi avanti di essa, e ci è quest’ordine dal’Arcivescovo non solo di sonar le campane mentre passa la processione mà anco di accendere due candele nel’Altar Maggiore, e vi è pena di docaticento alli trasgressori, tanto siano Regolari esenti, ò soggetti, quanto a Preti, et ad altre Chiese, Cappelle: E devono star accese dette candele per tutto quel tempo, che passa la Processione, e si sonano le campane e si mandano le spie da’ Ministri della Corte Arcivescovile à vedere in ciascuna Chiesa, se vi stanno le dette candele accese.

 

    Questi ordini, et queste pene Monsignor Arcivescovo non li può far à Regolari, perche non hà tal facoltà l’ordinario, màsolamente li può costringere ad andare in tal giorno alla Processione; ad ogni modo si fa dà tutti tal solennità, per honordel Santissimo, e della Processione.

 

   E quantunque la processione non passi più avanti la nostra Chiesa, dà qualc’anno, che non fu fatto più l’Altare, ma passi più a basso più volte al’altra strada, e non giunge al Monasterio, ad ogni modo pur si sonano le nostre campane, e accendono due candele sin’à tanto che si scopre la processione, sì al venire come nel voltare, per honor del Santissimo e della Processione, e per uniformarsi con tutti2.

 

1 M. SPINELLI, Memorie Storiche…, op. cit. Parte III,  pp. 347-350; P. SARNELLI, Cronologia de’ Vescovi et Arcivescovi Sipontini, Manfredonia, Stamperia Arcivescovale, 1680,  p. 329. 

2 Archivio Antico Curia Arcivescovile Sipontina. Fondo Celestini.

 

Foto 1 Mons. Pompeo Sarnelli

Foto 2. Processione a Manfredonia