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Per i 90 anni del calcio sipontino: la retrospettiva del calcio pugliese di Peppino Calò

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Per i 90 anni del calcio sipontino

LA RETROSPETTIVA DEL CALCIO PUGLIESE di PEPPINO CALO’


Nella presentazione del libro Retrospettiva del Calcio Pugliese, a cura di Peppino Calò per i tipi di Mezzina, Molfetta 1966, si parlava del pionierismo sportivo della nostra regione, il quale non si perdeva nella notte dei tempi; “eppure – il richiamo di esso – scriveva Calò – presenta insuperabili difficoltà per la mancanza di notizie e l’incertezza dei documenti e testimonianze. Infatti, il limitato sviluppo della stampa periodica d’allora e lo scarso interesse di essa per le attività sportive è causa di confusione, di guisa che è necessario rifarsi unicamente ai «ricordi personali» o addirittura alle «voci» e al «sentito dire»”.

Eppure dopo 56 anni la Retrospettiva del Calò resta un baluardo nella saggistica calcistica, tant’è che la ricordiamo con quella dose di riconoscenza che gli alunni devono ai Maestri.Il Calò insieme a Mario Gismondi (con i suoi almanacchi a partire dal 1951, oramai introvabili), sono stati i primi a scrivere del football nostrano, seguiti a ruota da Gianni Antonucci (primi anni ’70, di cui consigliamo tutte le monografie), ma il lavoro di Peppino Calò resta il primo come cronologia storiografica, in assoluto perché fece braccia nei ricordi di chi voleva che un’epoca “fosse abbandonata nel dimenticatoio”. E quanta resistenza abbiamo incontrato nei primi anni ’90 del XX secolo, quando si scriveva del calcio nostrano. Si andava a toccare di un periodo non bello, c’era stata la guerra, i lutti, e si voleva dimenticare. Eppure, pian piano i ricordi sono riemersi, sono apparsi articoli di giornali, foto e quant’altro; e forse, uno dei periodi più cospicui come documentazione del Manfredonia Calcio, è proprio quello antecedente la seconda guerra mondiale.

Peppino Calò, molfettese di nascita, era stato un discreto giocatore nella sua città natale, poi aveva militato nel Foggia in Serie C ed ebbe pure un esperienza con il Manfredonia, in quanto partecipe di una gara del 11 agosto 1933 contro i rossi dei Liberi calciatori di Benevento, vinta dai sipontini per 12 a 1.

I molfettesi che giocavano nelle fila dei biancoazzurri erano De Fazio, Calò e Bindi, la formazione era la seguente: Venditti (sanseverese), De Meo, Foglia, Bindi, Troisi (foggiano poi trasferitosi a Manfredonia), Simone; De Padova, Fariello (foggiano poi trasferitosi a Manfredonia), Calò, De Fazio, Brescia (foggiano poi trasferitosi a Manfredonia).

Le reti furono messe a segno da Calò (6), Fariello (3), De Fazio (2), De Padova (1).Proprio quella partecipazione fece sì che Calò si innamorasse della nostra città e della nostra tifoseria: “Aprire il libro dei ricordi è sempre un po’ triste, ma essi significano retaggio di gloria e speranza per il futuro. Chiedo venia ai lettori di Andria, Barletta, Bisceglie, Cerignola, Corato, Foggia, Manfredonia, Molfetta, Trani, ma è fatica non lieve rimembrare tutto, basti pensare che gli stessi protagonisti, presidenti di società, dirigenti ed atleti, non molto hanno saputo dire di preciso. Perciò nessuna pretesa da parte mia di voler dire tutto e di tutti, ma soltanto la soddisfazione d’aver approntato una base a coloro che un domani vorranno scrivere la storia dei loro gloriosi sodalizi”.

E quando vedemmo, per la prima volta e casualmente quella Retrospettiva (in un barbiere in Corso Roma, su una copia con la copertina stracciata, trovata li per caso in mezzo a tanti giornali), che parlava degli avversari storici del Manfredonia e della nostra beneamata, non credevamo ai nostri occhi che i biancoazzurri erano stati in Serie C. 

Peppino Calò non era nuovo a questo tipo di iniziative, aveva scritto per i biancorossi, chiamati Sparlotti, nel «Il giuoco del Calcio a Molfetta dal 1925 al 1955», Tip. Mezzina, Molfetta, 1965. Poi si era cimentato in «Cinquant’anni di Football a Bari, Taranto e Lecce, 1917-1967», Tip. Mezzina, Molfetta, 1967. Proprio da queste pagine auspicava che i lettori “non daranno importanza alla precisione storica, ma agli episodi e, soprattutto, alle foto che tanta struggente nostalgia evocano, come quelle qui pubblicate dei campi di Bisceglie, Trani, Manfredonia. Quanto ai giovani, spero mi saranno grati per questi appunti «storici» sui loro sodalizi sportivi”. 

E proprio quei giovani ragazzi hanno continuato a mantenere alta la tradizione della pubblicistica sportiva pugliese, tant’è che ne è nata una vera e propria scuola e, direi, proprio una letteratura di genere. In tanti anni di ricerche abbiamo conosciuto tantissimi appassionati che hanno scritto monografie eccellentissime sulle squadre delle proprie città. 

Vale la pena ricordare alcuni carissimi sodali (non di Manfredonia e del Gargano, dei quali ci occuperemo in un prossimo articolo) con i quali abbiamo condiviso nottate al telefono, appunti ed informazioni, incrociando dati e riferimenti storici: tra questi l’Arch. Pino Autunno di Foggia, che ha scritto un’opera bella, seria ed inimitabile come FOGGIA UNA SQUADRA UNA CITTA’, Utopia Edizioni Foggia, due volumi, 2010. Va inoltre menzionato per la sua abnegazione, per la continua ricerca di dati, ma anche per la minuziosa analisi storica, l’amico Massimo Penza, che ha dato ai tipi il monumentale BARLETTA CALCIO, Uomini e storie (1914-1964), Red Star Press – Hellnation Libri, Roma 2019, 940 pagine illustrate con foto d’epoca.

Con Max, fuori allo stadio Olimpico di Roma, nel piazzale della Farnesina, parlammo di tante cose… degli amori passati e futuri… e ci confrontammo sulla stesura del libro Manfredonia nel Pallone, di cui ebbe la prima bozza completa.Altro amico, appassionato cultore di dati statistici è sicuramente Michele Santoro, che ha dato alle stampe  “Una vita, una passione, una squadra: il Lecce”, anno 2009, Editore, Mimosa.

Un vero cultore della materia, sparito nel nulla… e forse era un Angelo, venuto ad ingraziarci con il suo incoraggiamento.Fuori regione non va dimenticata l’opera attenta e certosina, quasi maniacale del caro Gerardo Cerone, che diede alle stampe il bel volume “Cuore Gialloverde, 80 anni di storia del Melfi”, anno 2003. Con lui oltre a goderci una sfogliatella, andammo all’Emeroteca Tucci di Napoli a rispolverare giornali di spessore come Il Littoriale.

Con questi compagni di ventura ci siamo chiesti qual è il libro sulla storia calcistica di una squadra che può essere definito perfetto. Dalle nostre analisi ed esperienze ogni annata abbisogna di una foto, di una classifica, dei tabellini di andata e ritorno, con le formazioni delle squadre avversarie. Poi la cronologia dei marcatori e la cronaca del campionato. Va data importanza alla biografia di un calciatore, magari il più emblematico della stagione. Dovrebbero essere questi i cardini, ma le monografie delle squadre maggiori danno molto risalto alle foto dei campioni e alla gesta dei singoli più che alle vicende della compagini in campionato.T

ra i tanti autori con i quali ci siamo confrontanti per mettere a punto la storia del Manfredonia, voglio citare alcuni, dalle cui opere abbiamo appreso idee e soprattutto dati statistici; tra questi vale la pena ricordare un campano doc come Cristian Calvelli, che ha messo la firma su celebri monografie sul calcio della sua regione.

A noi è piaciuto molto «Savoia, storia e leggenda. Dall’ Oncino al Giraud», dal 1908 ad oggi: 92 anni di calcio locale raccontato in oltre 650 pagine, edito nel 2000 e che racconta le vicende della principale formazione di Torre Annunziata.

E non vanno dimenticati due “Maestri” dell’editoria calcistica e cioè Silvio Brograra, autore di una eccellente pubblicazione sulla Biellese (Davide Rota e Silvio Brognara, Football dal 1902: Storia della Biellese, Biella, Il Biellese, 1996), nonché il più grande collezionista italiano di libri sulla storia del calcio, e poi Elso Simone Serpentini, Storia del calcio teramano, 512 pagine, Artemia edizioni 2020. Né possiamo dimenticare anche il “Maestro dei Maestri”, colui il quale ci ha “aperto gli occhi” su un “mondo” e cioè Carlo Fontanelli, fondatore di due case editrici con titoli sportivi e cioè Mariposa e Geo edizioni.Uno dei libri più interessanti che abbiamo consultato è quello dell’eclettico, Beniamino Fiore, cultore e narratore della “vastesità”, con l’Almanacco del Calcio vastese, edito nel 2010 e quello del Prof. Giannattasio sulla storia del Lanciano.

Per meglio approfondire i nostri Stua, Cappa, Renner, di notevole aiuto sono stati i libri sulla storia del Livorno (interessante la Grande storia amaranto di Alessandro Guerrieri), e delle squadre istriane (tra le quali quella commovente dei giallo verdi del Grion di Pola). Infine va ricordato Gianni Lussoso, pescarese doc, con varie edizioni sulla storia del Pescara Calcio, e poi le varie Agendina Barlassina dal 1934 al 1940, antesignane dell’Almanacco Panini.

Pescara, Livorno, Vasto e Teramo, sono state delle piazze che hanno sempre interagito in passato ed maniera notevole per scambio di calciatori con il Manfredonia. E non solo loro, anche Potenza (da leggere l’ultimo lavoro di Iasilli, Filiani e Oddone, Il Rosso e il Blù, un secolo di Calcio a Potenza, che racchiude la storia del Potenza Calcio dalle origini fino al primo fallimento, stagione 1985/86) e l’Abruzzo in generale. Ci sono altri scrittori con i quali abbiamo collaborato, e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno, ma ci pare sottolineare comunque che il seme piantato da Peppino Calò, ha germogliato numerose piante… e scusate se è poco!.


Prof. Dott. Giovanni Ognissanti

Direttore Archivio Storico Sipontino