Attualità Estero

Von der Leyen: “L’Europa al fianco degli iraniani in protesta”

Ursula von der Leyen condanna la repressione in Iran: "Chiediamo rilascio manifestanti e ripristino internet".

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La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha espresso il pieno sostegno dell’Unione Europea ai manifestanti iraniani che da due settimane scendono in piazza contro il regime di Teheran. “Le strade di Teheran e delle città di tutto il mondo risuonano dei passi delle donne e degli uomini iraniani che chiedono libertà”, ha scritto su X la leader europea.

Nel suo messaggio, von der Leyen ha elencato le libertà fondamentali che i manifestanti rivendicano: “Libertà di parlare, di riunirsi, di viaggiare e soprattutto di vivere liberamente. L’Europa li sostiene pienamente”. La dichiarazione arriva mentre la repressione del regime iraniano si fa sempre più violenta, con almeno 72 morti e oltre 2.300 arresti nelle ultime due settimane.

La condanna della repressione

La presidente della Commissione ha usato parole dure contro le autorità di Teheran: “Condanniamo senza esitazioni la violenta repressione di queste legittime manifestazioni”. Von der Leyen ha poi avvertito che i responsabili della repressione “saranno ricordati dalla parte sbagliata della storia”, un chiaro monito a chi sta ordinando di sparare sui manifestanti.

Le richieste dell’Unione Europea al governo iraniano sono tre e precise: il rilascio immediato di tutti i manifestanti imprigionati, il ripristino del pieno accesso a internet (bloccato da giorni dalle autorità per impedire la diffusione di immagini delle proteste) e il rispetto dei diritti fondamentali.

La posizione dell’Europa

La dichiarazione di von der Leyen si inserisce in un più ampio fronte internazionale che sostiene le proteste iraniane. Gli Stati Uniti hanno già annunciato di essere “pronti ad aiutare” i manifestanti, mentre anche Israele ha espresso sostegno al popolo iraniano. L’Europa ha sempre difeso i valori democratici e i diritti umani nella sua politica estera, anche in situazioni complesse come quella iraniana.

La situazione in Iran rimane critica. Il procuratore generale Mohammad Movahedi Azad ha dichiarato che tutti i manifestanti saranno “accusati di essere nemici di Dio”, reato punibile con la pena di morte. La Guida Suprema Ali Khamenei ha posto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione in stato di allerta massima, superiore a quello della guerra con Israele dello scorso giugno.

Nel frattempo, le proteste continuano nonostante il blackout di internet e le minacce. La comunità internazionale segue con attenzione gli sviluppi, temendo un’escalation della violenza. La posizione di von der Leyen rappresenta un segnale chiaro: l’Europa non resterà a guardare di fronte alla repressione di chi chiede libertà e democrazia.

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