Foggia

Via Podgora, ancora tensione in strada: “Questa non è percezione, è la realtà che i residenti vivono ogni giorno”

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Via Podgora, ancora tensione in strada: “Questa non è percezione, è la realtà che i residenti vivono ogni giorno”

Ancora una segnalazione, ancora un episodio che riaccende la preoccupazione nel Quartiere Ferrovia. Tra via Podgora e via Monfalcone due cittadini stranieri in evidente stato di alterazione avrebbero creato momenti di forte tensione, arrivando – sempre secondo i racconti raccolti – a pronunciare frasi gravissime e persino a sputare in direzione delle forze dell’ordine intervenute o presenti sul posto.

Siamo prudenti nel riportare i fatti, perché saranno le autorità a ricostruire con precisione l’accaduto. Ma il punto, per chi vive il quartiere, è un altro: episodi del genere non vengono più percepiti come eccezioni. Ed è proprio questo che spaventa. Perché quando scene di degrado, ubriachezza, aggressività verbale e tensione si ripetono nello stesso quadrante urbano, non si può più liquidare tutto con la formula comoda della “percezione”.

Anche perché l’area tra via Podgora e via Monfalcone è da tempo al centro di segnalazioni su bivacchi, vendita abusiva di cianfrusaglie, consumo di alcol in strada – nonostante un’ordinanza chiara del Comune di Foggia – e situazioni di disordine che, secondo i residenti, diventano più evidenti soprattutto in alcune fasce orarie. E questo avviene in una zona che, almeno sulla carta, dovrebbe essere oggetto di maggiore attenzione proprio per le criticità già emerse nei mesi scorsi.

A rendere bene il clima che si respira è il commento di un residente, che riportiamo come testimonianza dello stato d’animo di chi vive lì ogni giorno: Un quartiere condannato, a prescindere da chi ci amministra. Bivaccare, ubriacarsi, vendere cianfrusaglie senza autorizzazione, azzuffarsi, prendere a botte la gente, commettere furti, prostituirsi e altri reati vari: i disagi aumenteranno in modo esponenziale. Non è percezione, non è procurato allarme.

È uno sfogo duro, certo, ma che fotografa un’esasperazione reale. E chi continua a minimizzare dovrebbe forse fermarsi ad ascoltare proprio queste voci. Perché il tema non è “chi la dice più grossa”, ma il fatto che troppi cittadini descrivono da tempo lo stesso scenario: paura, insicurezza, degrado diffuso, convivenza sempre più difficile.

Naturalmente nessuno può essere giudicato o etichettato per la sola condizione personale o per la provenienza. Ma chiunque tenga comportamenti violenti, minacciosi o lesivi della sicurezza altrui deve essere fermato e sanzionato, punto. La legalità o vale per tutti, oppure smette di essere credibile.

Per questo il Quartiere Ferrovia chiede da tempo controlli continui, presidio dinamico, interventi rapidi e una presenza istituzionale che non sia solo simbolica. Perché se la realtà raccontata dai residenti viene ignorata o ridotta a “allarmismo”, il rischio è uno solo: lasciare che il problema cresca ancora, fino a diventare ingestibile.

E allora va ribadito ancora una volta: questa non è percezione. Questa è la realtà che molti residenti di Foggia, e non solo del Quartiere Ferrovia, dicono di vivere ogni giorno.

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