Attualità Capitanata

“Vanno condannati i genitori e la sorella”. Frasi choc su Cucchi dell’ex maresciallo pugliese

A termine di una settimana importante per la verità e la giustizia sulla morte di Stefano Cucchi – dopo la condanna definitiva per omicidio preterintenzionale ai due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro (12 anni di reclusione) e la condanna di primo grado contro 8 carabinieri accusati a vario titolo di depistaggio – un post social accende una polemica sulla vicenda. 

La polemica arriva direttamente dalla Puglia con un post di Antonio Galizia, 68enne, ex maresciallo, per vent’anni a capo della stazione dei Carabinieri di Giovinazzo, in provincia di Bari e ora impegnato in politica con il locale Movimento 5 Stelle. 

Questo pomeriggio, su Facebook, Galizia ha scritto un post che cominciava così: “Condivido in pieno che chi ha sbagliato deve stare in galera e fuori dall’Arma dei Carabinieri. Tuttavia fermo restando che nessuno ha il diritto di togliere la vita a nessuno e chi uccide deve essere condannato allo stesso modo deve essere condannata la famiglia Cucchi che avevano abbandonato il figlio e il fratello a vivere da sbandato”.

Il post, poi, commentava in modo divergente le due importanti sentenze di questa settimana. “La madre era felice dell’arresto del figlio e non voleva spendere un solo centesimo per l’avvocato e la sorella erano due anni che non aveva più contatti con il fratello. Se avessero amato il figlio e il fratello invece di abbandonarlo avrebbero potuto aiutare in vita e tirarlo fuori dalla droga come fanno tante famiglie in silenzio e sofferenza”. 

Il post si concludeva così: “Sfruttare la morte per fare soldi e avere notorietà è come averlo ucciso una seconda volta. Cucchi andava aiutato e non ucciso da Istituzioni e famiglia. Forse condannare la famiglia e la sorella per aver abbandonato un figlio e un fratello sarebbe stata la vera giustizia”. 

Commenti di questo genere non sono nuovi sul caso. Da anni, infatti, parlamentari e politici hanno sviluppato ragionamenti simili. Da Matteo Salvini a Ignazio La Russa convinto e certo solamente del “comportamento corretto dei carabinieri” per arrivare a Carlo Giovanardi, uno dei politici più prolifici e attenti alla vicenda Cucchi, che in più casi ha definito Cucchi un “sieropositivo, epilettico, anoressico, tossicodipendente, zombie”.

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