“Valorizzare specie autoctone, in particolare nel foggiano”

“I grandi cambiamenti in agricoltura e in pastorizia spesso vanno a scapito delle specificità dei territori, per questo oggi è necessario rilanciare le specie autoctone”, lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone dopo aver incontrato l’ambientalista Paolo Ciro D’Apolito con il quale sono state affrontate tematiche legate al territorio e in particolare ai grandi cambiamenti in agricoltura e pastorizia. L’incontro arriva a distanza di qualche settimana dall’intervento della consigliera per la tutela dell’Istituto di Incremento Ippico Regionale a Foggia.

“È necessario – spiega la consigliera – rilanciare e tutelare la biodiversità in Puglia e in particolare nella provincia di Foggia, così ricca di specificità. In un mercato mondiale in cui si va verso l’omologazione, a essere danneggiate sono sempre più l’agricoltura e la pastorizia italiana, con i conseguenti dubbi sulla qualità e salubrità dei prodotti e il rischio di perdere la biodiversità. Per questo è necessario promuovere una politica regionale che punti all’agricoltura e rilanci la tipicità e la qualità dei prodotti agroalimentari pugliesi, in Italia e nel mondo. L’agricoltura va valorizzata come custode dei territori”.

Sono molti gli strumenti a disposizione per conservare e rilanciare l’agrobiodiversità, per esempio la convenzione sulla Biodiversità del 1992, il protocollo di Cartagena, il Trattato Internazionale delle Risorse Genetiche Vegetali per l’alimentazione e per l’agricoltura (FAO, 2004) e il Protocollo di Nagoya. Anche l’UNESCO si è espresso con la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

“Anche nel nostro territorio possiamo coinvolgere diversi soggetti per valorizzazione dell’agrobiodiversità come il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria di Foggia e la banca dei semi dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bari , una delle più antiche banche del germoplasma agrario al mondo. Ma anche – spiega Barone – lavorare per promuovere il bio e km zero e incentivare nuove tecniche di agricoltura. Il nostro territorio ha un patrimonio da salvaguardare”.