AttualitàPolitica

Trump elogia Conte: “Ho lavorato bene con lui”. Il Pd attacca il M5S. Conte: “Smettetela con queste balle”

La politica internazionale, dopo le ingerenze russe, entra a pieno titolo nella campagna elettorale per il voto del 25 settembre. Questa volta, a suscitare polemiche, è stato l’ex presidente degli Stati Uniti d’America: Donald Trump. 

Domenica pomeriggio, a un incontro di raccolta fondi del partito Repubblicano, l’ex presidente ha commentato con Paolo Mastrolilli, giornalista di Repubblica, la competizione elettorale italiana. Trump era interessato dallo stato di salute politica del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che aveva incontrato diverse volte. Trump ha chiesto: “Come sta andando il mio amico”. Mastrolilli, a questo punto, ha chiesto se parlasse di Conte e Trump ha risposto: “Giuseppe sì, Giuseppe. Ho lavorato bene con lui, spero che faccia bene”. Su Salvini, invece, Trump è stato più freddo, continuando a sostenere Conte. “Non lo so, non lo so di Salvini. Però Conte è davvero una gran brava persona”.

Il commento di Trump ha messo in imbarazzo l’elettorato grillino. Conte, infatti, da tempo – in occasione della campagna elettorale – si era allontanato dalle posizioni di Trump. In una vecchia intervista si era augurato, infatti, che Trump non tornasse al potere. Tempi andati quelli della collaborazione e del famoso “Giuseppi”. 

Gli avversari politici hanno commentato in maniera negativa (e pericolosa) questo endorsment di Trump, ma le polemiche sono state subito frenate dallo stesso Giuseppe Conte che, in una nota, ha ribadito: “La voglia di screditare il M5S a volte dà alla testa, diciamocelo chiaramente: l’obiettivo di tutta questa macchina del fango è dire a chi crede nei valori progressisti: attenzione, guardate che Conte è amico di Trump, non votate il m5s, quando tutti sanno che per i valori e le idee del M5S c’è una grande differenza tra noi e le politiche perseguite da Trump”. 

Nel pomeriggio, il segretario del PD Enrico Letta aveva dichiarato: “Immagino che Conte sia in imbarazzo per le parole di Trump. Io sono fiero di essere dall’altra parte”. 

Parole, queste, che non sono piaciute all’ex alleato del defunto campo largo che ha attaccato e accusato Letta (e alcuni parlamentari del Pd) di essere disonesti. “Ovviamente alcuni esponenti del Pd, compreso Letta, che non sembrano sereni in questo scorcio di campagna elettorale, si sono fiondati su questa notizia, ne vorrebbero approfittare per provare che l’agenda del Movimento non è progressista. Caro Enrico, mi permetto un suggerimento: i cittadini non sono così sprovveduti, smettetela con queste balle. Progressista è chi il progressista fa”.

Articoli correlati

Back to top button