
Taranto verso l’Eccellenza: ripescaggio in D quasi impossibile
Le speranze di ripescaggio del Taranto sono veramente basse.
Secondo Contropiede Puglia e Basilicata, La Lega Nazionale Dilettanti, infatti, ha fissato criteri molto precisi per comporre la graduatoria delle società che possono ambire all’ammissione al campionato di Serie D 2026/2027. Il meccanismo si attiva solo in caso di posti vacanti rispetto all’organico previsto di 162 squadre.
La classifica dei ripescaggi tiene conto di diversi parametri: bacino d’utenza, anzianità di affiliazione alla FIGC, meriti sportivi, partecipazioni recenti a campionati professionistici, Serie D ed Eccellenza, attività giovanile, disciplina e valutazione dell’impianto sportivo. Proprio per questo, non basta il nome o la storia di una piazza importante: serve un punteggio alto e competitivo rispetto alle altre società in graduatoria.
Ed è qui che il Taranto rischia di partire molto indietro. I criteri premiano in maniera importante la continuità sportiva, il percorso negli ultimi anni, la struttura societaria e il volume dell’attività giovanile. Inoltre, eventuali penalità disciplinari o situazioni non favorevoli possono pesare ulteriormente sul totale. Tradotto: il blasone aiuta poco, la graduatoria guarda soprattutto ai numeri.
Per questo motivo, al netto di eventuali rinunce, mancate iscrizioni o vuoti d’organico, il ripescaggio del Taranto in Serie D appare oggi una strada molto complicata. La piazza resta di categoria superiore per passione, storia e seguito, ma le regole del ripescaggio seguono una logica diversa: contano i punti, e il punteggio rossoblù sembra troppo basso per alimentare grandi speranze.


