Cronaca

Strage di San Marco, ascoltati i collaboratori di giustizia

Sono stati ascoltati i pentiti nell’udienza di oggi al tribunale di Bari, dove si sta celebrando il processo d’appello a Giovanni Caterino, condannato in primo grado all’ergastolo perché considerato il basista della banda che, il 9 agosto del 2017, davanti alla vecchia stazione di San Marco in Lamis, nel foggiano, mise a segno la strage in cui furono uccisi il boss Mario Luciano Romito, il cognato Matteo De Palma e i fratelli Aurelio e Luigi Luciani, assassinati solo perché quel giorno stavano controllando, come spesso facevano, i loro terreni.

Nell’udienza di oggi sono stati ascoltati Andrea Quitadamo detto “Baffino junior” di Mattinata e Danilo della Malva “U’ Meticcio” di Vieste. I due, che fino alla decisione di collaborare con la giustizia facevano parte del clan Romito di Manfredonia, hanno confermato che Caterino avrebbe fatto da basista per favorire il gruppo che poi avrebbe messo a segno la strage. Il processo è stato aggiornato al 29 giugno quando saranno ascoltati Marco Raduano, boss di Vieste, ritenuto vicino al clan che una volta era retto da Mario Luciano Romito e Tommaso Tomaiuolo ritenuto vicino al boss Enzo Miucci del clan dei montanari di Monte Sant’Angelo.


La corte ha sentito anche un carabiniere che svolse le indagini all’indomani dell’omicidio. Nelle prossime settimane, intanto, inizieranno anche le operazioni di trascrizione di alcune intercettazioni relative al processo in corso. Il perito sarà poi sentito dopo la pausa estiva

Redazione

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