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Sdegno e rabbia: svastiche sulla tomba di Alfredino Rampi

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Tutti in Italia ricordano Alfredino Rampi e il pozzo di Vermicino. Immagini scolpite nella memoria: giugno 1981, Alfredo, un bambino di sei anni, cade in un pozzo artesiano in una frazione di Frascati. Per tre giorni Alfredino resto lì, nel buio di quel pozzo profondo circa 60 metri. Quel caso, uno dei primi a godere di una diretta televisiva lunga quasi 18 ore, è uno dei più importanti della storia del nostro Paese.

Nelle vicinanze di quel posto arrivò anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che volle esprimere con la sua vicinanza l’apprensione del Paese intero per quell’agonia che si stava consumando in quel pozzo. Quelle dirette televisive, così drammatiche e crude, sono rimaste impresse nella memoria di tutti. Il 13 giugno del 1981, giorno della morte di Alfredino, il TG2 commentava così quel dramma: “Volevamo vedere un fatto di vita, e abbiamo visto un fatto di morte. ci siamo arresti, abbiamo continuato fino all’ultimo. Ci domanderemo a lungo prossimamente a cosa è servito tutto questo, che cosa abbiamo voluto dimenticare, che cosa ci dobbiamo ricordare, che cosa dovremmo amare, che cosa dovremmo odiare. È stata la registrazione di una sconfitta, purtroppo: 60 ore di lotta invano per Alfredo Rampi”. 

Oggi, a 41 anni da quei fatti, la sepoltura del bambino al cimitero Verano di Roma è stata imbrattata con una serie di svastiche. Sono in corso le indagini da parte dei carabinieri di San Lorenzo di Roma. La lapide bianca di Alfredino, che con il suo dolore diede il via alle attività della Protezione Civile, è stata imbrattata con svastiche nere, fatte probabilmente con un pennarello. L’accaduto avviene a pochi giorni dall’inaugurazione, al quartiere Garbatella, di un murales dedicato a lui. Dalla Regione Lazioarriva la protesta per un atto ignobile che sporca la rispettosa sepoltura del piccolo. “Voglio esprimere la più ferma condanna alla vile profanazione della lapide di Alfredino Rampi”, ha dichiarato Alessio D’Amato (assessore regionale alla sanità). “Una notizia che mai avremmo voluto leggere e che indigna profondamente. Mi auguro che al più presto i colpevoli vengano individuati dalle forze dell’ordine”. 

L’immagine di Alfredino, nonostante questo gesto irrispettoso, verrà ricordata per sempre. Molti, infatti, sono gli omaggi che l’arte ha fatto a quel pezzo di storia così doloroso. L’ultimo è la serie televisiva “Alfredino – Una storia italiana”, diretta da Marco Pontecorvo e in onda su Sky. Una serie per ricordare il dolore di Alfredo e la tenacia dei suoi genitori, Franca e Ferdinando, che hanno vissuto nel ricordo di quel bambino laggiù, solo, nel pozzo. 

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