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Landella chiede scusa alla Città di Foggia per la bandiera della Lega

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Dichiarazione del Sindaco di Foggia, Franco Landella

«Sono sinceramente dispiaciuto per i fraintendimenti che hanno provocato le mie dichiarazioni in occasione della manifestazione con il senatore Matteo Salvini, riferite alla consegna dell’amministrazione e della bandiera della Lega sul campanile. Chiedo scusa se non sono riuscito a far percepire ciò che realmente volevano significare con la metafora che ho utilizzato: il perfezionamento di un progetto politico che può consentire alla città di essere maggiormente, compiutamente, rappresentata a livello regionale e nazionale per le problematiche che siamo costretti quotidianamente a fronteggiare e per le quali abbiamo ricevuto sempre deludenti attenzioni. 

Sono, invece, sorpreso dalle strumentalizzazioni che, anche con cattiveria, sono state fatte della vicenda. Non ci si meraviglia e non si ha nulla da ridire sul trasformismo di personaggi allenati nel salto della quaglia, accolti opportunisticamente da partiti contrapposti, invece mi si accusa di aver cambiato casacca. La mia casacca è sempre la stessa: quella del centrodestra, oggi a trazione leghista, che professa gli stessi valori e le stesse idee per cui sono stato candidato ed eletto sindaco di Foggia. La mia decisione di abbracciare il progetto politico della Lega, dopo le delusioni sofferte in Forza Italia, semmai rafforza l’azione politica della coalizione che proprio in Puglia ha mostrato straordinaria maturità, grazie alla generosità di Salvini, nel ritrovarsi unita, compatta, per affrontare la sfida delle prossime elezioni regionali, laddove altri, nel centrosinistra, hanno mostrato vulnerabilità per l’incapacità di un progetto condiviso di governo. Quindi, chi oggi si adopera con cattiveria a cogliere la pagliuzza negli occhi con cui ho guardato, in maniera lungimirante, al progetto politico della Lega, funzionale alle strategie comuni del centrodestra, in realtà vuole distrarre l’attenzione dei cittadini dalla trave conficcata nei trasformismi e nei trasversalismi di cui si sono resi artefici gli altri partiti. 

Intendo, poi, manifestare profondo, personale, dispiacere per le dimissioni dell’assessore Antonio Bove: mi fanno capire che egli non ha compreso la bontà dell’operazione che non gli avrebbe impedito di continuare a svolgere il suo mandato quale rappresentante di Forza Italia. Ma, soprattutto, il suo disimpegno repentino è una ferita alla fiducia che ho sempre riposto in lui, nonostante non fosse stato mai eletto, sia a livello politico che familiare.

Ma questo non è il momento delle polemiche, è l’ora della prova dei fatti per chi si riconosce, realmente, nei principi e nelle iniziative della squadra politica a cui i foggiani hanno affidato il governo della città. Domani ci aspetta l’approvazione del bilancio comunale che segna un primo passo per il superamento del predissesto finanziario che consentirà a Foggia di emergere dalle sabbie mobili in cui è stata fatta precipitare dal centrosinistra in tanti anni di pessima amministrazione. L’approvazione del documento contabile apre anche le porte ai concorsi per l’assunzione del personale di cui il Comune necessità per assolvere efficacemente il servizio pubblico che è chiamato ad assicurare. Domani, perciò, è il momento di manifestare il vero valore della nostra coalizione, di dimostrare che, al di là del numero della maglia che si indossa, si scende in campo per la stessa squadra. È una prova di maturità individuale e, politicamente, collettiva a cui siamo tutti chiamati, mettendo da parte le tensioni elettorali ed esaltando il valore dell’unità del centrodestra che non ho mai tradito».

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Redazione

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