Politica Puglia

Sanità, Lobuono: “Avevo avvisato: il piano di emergenza di Decaro non basta. Senza risorse e confronto si creano solo altri disagi”

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Sanità, Lobuono: “Avevo avvisato: il piano di emergenza di Decaro non basta. Senza risorse e confronto si creano solo altri disagi”

Nota di Luigi Lobuono (Gruppo Misto)

“I sindacati dei medici oggi sono sul piede di guerra e purtroppo i fatti stanno confermando quanto avevo più volte denunciato in campagna elettorale e nei confronti televisivi: il piano di emergenza messo in campo dalla giunta Decaro per affrontare il problema atavico delle liste d’attesa non è sufficiente e rischia addirittura di aggravare la situazione.

Non si può pensare di risolvere un problema strutturale come quello delle liste d’attesa semplicemente allungando i turni fino a tarda sera, compreso anche i fine settimana, senza fare chiarezza sulle retribuzioni, senza programmazione e senza un vero rafforzamento del complessivo sistema sanitario pubblico. Medici, infermieri e operatori sanitari stanno già lavorando in condizioni di forte stress per la carenza di personale e di risorse: continuare a tirare la corda, significa mettere a rischio la tenuta stessa del servizio, collassandola.

Occorrono più risorse economiche, più assunzioni di medici, più infermieri ed operatori sanitari, e serve un accordo serio che coinvolga in modo trasparente anche il settore privato accreditato, senza scaricare tutto sulle sole spalle dei lavoratori della sanità pubblica.

Come ho più volte affermato in campagna elettorale, è indispensabile aprire un confronto vero urgente che veda riuniti tutti gli attori del comparto sanitario: Regione, sindacati, aziende sanitarie, professionisti e privati accreditati. Solo con una strategia condivisa si possono affrontare le liste d’attesa in modo efficace e duraturo e perché no,  anche i problemi dei pronto soccorso.”

Siamo paradossalmente in carenza di risorse umane ma siamo una delle pochissime regioni che continuano a costringere i medici ad andare in pensione a 70 anni senza una reale flessibilità che consenta, a chi lo desidera, di restare in servizio per aiutare a colmare le carenze di organico. Anche su questo tema serve una riflessione seria e immediata. 

Le proteste di questi giorni dimostrano che avevamo ragione e ce ne dispiace perché continuo ad affermare che il problema della sanità non è un problema di destra, di centro o di sinistra ma è un problema di tutti i cittadini. Senza investimenti strutturali, senza una programmazione seria e senza ascolto di chi ogni giorno lavora sul campo, negli ospedali e sul territorio, l’emergenza liste d’attesa non si risolve. Anzi, rischia di esplodere definitivamente”

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]