San Marco in Lamis, l’Auser accusa: «il Comune e il Consorzio si sono appropriati del nostro Campo Estivo. Vogliamo chiarezza sul Centro Polivalente e sulla pubblicazione di foto dei bambini»

San Marco in Lamis, l’Auser accusa: «il Comune e il Consorzio si sono appropriati del nostro Campo Estivo. Vogliamo chiarezza sul Centro Polivalente e sulla pubblicazione di foto dei bambini».
L’associazione: «L’iniziativa è stata ideata e organizzata esclusivamente dall’Auser. Chi ha autorizzato l’utilizzo delle immagini dei bambini? Chiediamo un incontro alla Regione e l’accesso agli atti».
SAN MARCO IN LAMIS – È scontro tra l’Auser di San Marco in Lamis, il Comune e il Consorzio per l’Integrazione e l’Inclusione Sociale (CIIS) sulla gestione delle attività realizzate nell’ambito del Campo Estivo Ragazzi 2026 e, in particolare, sugli incontri tra i bambini e gli anziani del Circolo “Michele Ceddia”.
A sollevare la questione è il Circolo APS Auser di San Marco in Lamis, che contesta il comunicato diffuso dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune, guidato dall’assessore Paolo Soccio, nel quale – secondo l’associazione – sarebbe stata attribuita all’amministrazione comunale e al CIIS un’iniziativa che, invece, sarebbe stata ideata, organizzata e promossa esclusivamente dall’Auser.
L’associazione sostiene di poter documentare la propria ricostruzione attraverso diverse PEC inviate nei mesi scorsi al protocollo della Pubblica Amministrazione.
«Il Campo Estivo è un progetto dell’Auser».
Secondo quanto riferito dal sodalizio, il Campo Estivo Ragazzi 2026 e l’incontro coi nonni sarebbero nati da una precisa progettualità dell’Auser, con il coinvolgimento dei propri educatori e delle famiglie.
«Non comprendiamo – sostiene l’Auser – per quale motivo un’iniziativa nata e organizzata dalla nostra associazione venga oggi comunicata pubblicamente come se fosse un progetto dell’assessorato alle Politiche sociali e del CIIS, che tra l’altro hanno impedito l’utilizzo del Centro Anziani ai bambini che tanto vantano nel comunicato».
Il Circolo contesta proprio le modalità con cui sarebbe stato gestito l’accesso dei bambini e degli educatori al Centro Polivalente Anziani, struttura realizzata con fondi PNRR e destinata, nelle intenzioni originarie, a rappresentare uno spazio pubblico dedicato alla socialità, all’inclusione e al benessere della comunità.
L’Auser riferisce che, in diverse occasioni, ai bambini del Campo Estivo, al presidente Angelo Del Vecchio e agli educatori sarebbe stato impedito di accedere ai locali della struttura, arrivando – secondo la ricostruzione dell’associazione – anche a prospettare la possibilità di chiamare la Polizia Locale.
«Ci chiediamo – afferma l’Auser – come sia possibile impedire l’accesso a bambini che partecipano a un progetto educativo e sociale e, contemporaneamente, utilizzare la stessa struttura per altre attività di dubbio valore sociale».
Il confronto con il Consorzio.
La situazione, sempre secondo la versione dell’Auser, sarebbe diventata particolarmente tesa dopo un confronto telefonico tra il presidente Angelo Del Vecchio e il direttore del Consorzio, Costanzo Cascavilla.
Dopo una serie di telefonate e una dura PEC del sodalizio, riferisce l’associazione, sarebbe stata comunque autorizzata la possibilità per i bambini del Campo Estivo di incontrare gli anziani del Circolo “Michele Ceddia”.
Un’attività che l’assessore Paolo Soccio avrebbe successivamente valorizzato pubblicamente, pur non essendo – sostiene l’Auser – l’ideatore del progetto e pur non avendo partecipato alle attività del Campo Estivo.
L’associazione chiede quindi di conoscere con precisione quali siano stati i ruoli svolti dal Comune, dal CIIS e dalle associazioni coinvolte, e sulla base di quali accordi e con quali fondi siano state organizzate le attività.
«Perché ai bambini viene negato uno spazio pubblico? Perché i più piccoli non hanno gli stessi diritti di alcuni nonni?»
L’Auser pone anche una serie di interrogativi sulla gestione del Centro Polivalente Anziani.
«Non contestiamo la presenza degli anziani nella struttura – precisa l’associazione – ma chiediamo che vengano chiarite le modalità di utilizzo di uno spazio finanziato con risorse pubbliche e destinato alla collettività e non a pochi eletti».
Il sodalizio afferma inoltre di aver ricevuto segnalazioni relative al consumo smodato di alcolici all’interno della struttura, anche in presenza dei bambini, e chiede che la questione venga verificata dagli organi competenti.
«Se la struttura è stata pensata per favorire il benessere psico-fisico degli anziani, delle persone fragili e delle persone con disabilità – sostiene l’Auser – è necessario che vengano garantite regole chiare e uguali per tutti».
L’associazione sottolinea inoltre che al Campo Estivo hanno partecipato anche bambini con disabilità e ritiene quindi ancora più importante garantire spazi adeguati, accessibili e inclusivi, che il Comune non ha saputo o voluto dare.
Le fotografie dei bambini: «nessuna autorizzazione dall’Auser o dai genitori».
Un altro capitolo della contestazione riguarda le immagini dei minori.
L’Auser sostiene di non aver mai autorizzato l’assessore Paolo Soccio e il direttore del CIIS Costanzo Cascavilla a utilizzare e pubblicare fotografie dei bambini e degli educatori impegnati nel Campo Estivo.
Una circostanza molto grave che, secondo il sodalizio, avrebbe creato preoccupazione e disagio in alcuni genitori, alcuni dei quali avevano espressamente chiesto all’associazione di non pubblicare fotografie dei propri figli sui social network o sui mezzi di informazione.
Per questo motivo l’Auser chiede di conoscere chi abbia autorizzato la pubblicazione delle immagini e con quali modalità siano state acquisite e utilizzate. In caso contrario chiede le scuse pubbliche dei responsabili.
Chiesto l’intervento della Regione.
Di fronte a quella che considera una situazione ormai non più gestibile esclusivamente a livello locale, l’Auser di San Marco in Lamis ha annunciato di aver chiesto tramite PEC un urgente incontro con i rappresentanti della Regione Puglia.
La richiesta è stata indirizzata al presidente della Regione Antonio Decaro e agli assessori regionali competenti, tra cui Cristian Casili, Paolo Pentassuglia e Sebastiano Leo, oltre che ai capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione.
L’obiettivo dichiarato è chiedere alla Giunta Regionale e al Consiglio dello stesso Ente un approfondimento sulla gestione della struttura e sulle modalità con cui vengono organizzate e autorizzate le attività al suo interno.
Accesso agli atti e richiesta di trasparenza.
L’Auser ha inoltre annunciato di aver richiesto formalmente l’accesso agli atti, chiedendo in particolare:
- la documentazione relativa alla gestione del Centro Polivalente Anziani;
- il bilancio e la documentazione economico-finanziaria connessa alla struttura;
- gli eventuali accordi o convenzioni per la concessione degli spazi a soggetti privati;
- la documentazione relativa a eventuali canoni di affitto, concessioni o gestione;
- gli eventuali rendiconti relativi all’utilizzo della struttura;
- la documentazione riguardante le competenze, i poteri reali e gli incarichi dei componenti degli organi direttivi e dirigenziali del CIIS;
- gli atti relativi alle autorizzazioni per l’utilizzo e la pubblicazione delle immagini dei minori coinvolti nel Campo Estivo.
«Non vogliamo privilegi – sottolinea l’Auser – ma trasparenza, rispetto delle regole e pari dignità per tutte le associazioni del territorio».
«Non accetteremo che il nostro lavoro venga cancellato».
Il Circolo Auser annuncia quindi di voler proseguire la propria battaglia sul piano istituzionale e amministrativo.
Nel mirino dell’associazione c’è anche quello che viene definito un atteggiamento di «appropriazione» delle iniziative promosse dal volontariato locale.
«Non accetteremo che mesi di lavoro, progettazione, volontariato e impegno degli educatori vengano cancellati da un comunicato istituzionale di un assessore che non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa del Campo Estivo o a qualsivoglia iniziativa del sodalizio», afferma l’Auser.
Durissime, infine, le accuse sul piano politico. L’associazione parla di un presunto sistema di rapporti e di gestione delle realtà associative locali che, a suo giudizio, penalizzerebbe le organizzazioni non allineate politicamente.
L’Auser definisce alcuni comportamenti contestati come «di natura fascista», pur riconoscendo che i protagonisti della vicenda sarebbero politicamente riconducibili al Partito Democratico.
Un’accusa politica molto pesante che l’associazione collega a quella che considera una più generale tendenza alla «cannibalizzazione» delle associazioni non allineate o non riconducibili al PD cittadino.
Su questo punto, tuttavia, l’Auser chiede che siano i fatti e gli atti amministrativi a parlare.
«Il volontariato non può avere una tessera politica – conclude l’associazione –. Le strutture pubbliche appartengono alla comunità e devono essere utilizzate nell’interesse di tutti, soprattutto quando si parla di bambini, anziani, persone fragili e persone con disabilità. Per questo chiediamo trasparenza e risposte. Che sicuramente non arriveranno dal Comune».
Circolo APS Auser San Marco in Lamis


