Riccardi: “Giuliana Capursi porta Manfredonia più lontano”

Riccardi: “Giuliana Capursi porta Manfredonia più lontano”
In questi giorni, leggendo i commenti apparsi sui social dopo l’eliminazione di Giuliana Capursi da MasterChef, emerge più di una riflessione che va oltre il semplice programma televisivo. Molti interventi, infatti, non contengono una critica culinaria o televisiva, ma trasudano un sentimento diverso: livore, frustrazione, gelosia.
Proprio per questo, incuriosito e colpito dal tono di alcune reazioni, ho deciso di guardare diversi episodi del programma, compreso l’episodio 6, quello che ha segnato l’uscita di scena di Giuliana. Da spettatore, e non da tifoso, mi sono fatto un’idea netta.
Giuliana Capursi è stata una concorrente solida, coerente, sempre misurata. Ha dimostrato buone capacità tecniche, ma soprattutto una qualità spesso sottovalutata: la capacità di comunicare, di raccontare sé stessa e il territorio con semplicità e autenticità. Non ha mai cercato scorciatoie, né atteggiamenti costruiti. Ha scelto la strada più difficile: essere sé stessa.
In questo percorso ha fatto qualcosa di tutt’altro che banale: ha portato Manfredonia in prima serata nazionale, parlando della farrata, il dolce simbolo del nostro Carnevale, reinterpretandolo con originalità e rispetto. Un gesto che vale più di tante campagne promozionali, perché nasce dalla competenza e dall’amore per le proprie radici, non da uno slogan.
Va ricordato un dato essenziale: Giuliana è arrivata a MasterChef dopo una selezione durissima, insieme ad altri 19 concorrenti. Nessuna scorciatoia, nessuna raccomandazione, nessun sistema opaco. Solo merito. E questo, forse, è ciò che più disturba una certa parte del pubblico: il successo costruito senza alibi.
Le critiche sono legittime quando sono fondate, motivate, consapevoli. Ma ciò che si è letto in molti commenti non è critica: è disprezzo. È il riflesso di una cultura che troppo spesso fatica a riconoscere il valore quando nasce “in casa propria”.
Giuliana Capursi non esce sconfitta da questa esperienza. Al contrario, ne esce arricchita, più visibile e più credibile. E Manfredonia, grazie a lei, ha mostrato un volto diverso: quello di una città capace di esprimere talento, identità e modernità.
A colpire, poi, è stata la sua normalità, la sua umiltà, racchiuse in quella frase detta prima di uscire di scena: “non sono così forte da reggere tutto questo”. Parole vere, senza maschere, che dicono molto più di qualsiasi polemica.
Forse il vero problema non è chi prova a mettersi in gioco, ma chi resta fermo e sceglie di colpire anziché sostenere. E in questa storia, Giuliana ha già dimostrato di essere andata molto più lontano di tanti commenti.
Palombella Rossa Angelo Riccardi