Foggia

Ramadan 2026 – Foggia merita una Moschea adeguata e riconosciuta

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Ramadan 2026 – Foggia merita una Moschea adeguata e riconosciuta

Il Ramadan 2026, iniziato mercoledì 18 febbraio, rappresenta per milioni di fedeli nel mondo un tempo di spiritualità, riflessione e solidarietà. In questa occasione, la Comunità musulmana rivolge i propri più sentiti auguri a tutti i cittadini di Foggia, senza distinzione di religione, origine o appartenenza culturale. Il mese sacro richiama valori universali di pace, dialogo e responsabilità condivisa, che la città di Foggia ha sempre saputo accogliere con sensibilità e rispetto.

La nascita ufficiale del Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia

In concomitanza con questo importante periodo spirituale, si annuncia l’avvio ufficiale del Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia, organismo operativo e organizzativo istituito per coordinare in modo trasparente e partecipato il percorso verso la realizzazione di una moschea pubblica nel Comune di Foggia. Il Comitato, regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate il 12 febbraio 2026 con numero 118 e codice fiscale 94121540713, non è un’associazione, ma una struttura riconosciuta e conforme alle normative vigenti.

Un progetto conforme alla Costituzione e alle procedure dello Stato italiano

La missione del Comitato è di natura spirituale, civica e istituzionale: promuovere la creazione di una moschea ufficiale, adeguata e regolamentata, nel pieno rispetto degli articoli 8, 19 e 20 della Costituzione italiana.  

La futura Moschea di Foggia sarà un’istituzione religiosa pubblica, integrata nel tessuto cittadino e conforme alle procedure previste dalla legge, fino alla necessaria approvazione del Ministero dell’Interno.

Il quadro nazionale e la situazione attuale dei luoghi di culto a Foggia

In Italia sono presenti soltanto otto moschee ufficialmente riconosciute, situate a Roma, Milano (Segrate), Catania, Colle Val d’Elsa, Ravenna, Forlì, Albenga e Palermo. Accanto a queste, esistono oltre 1.200 Centri Islamici e Sale di Preghiera.

A Foggia, la comunità musulmana prega attualmente in due strutture precarie: un capannone in disuso in Via Tratturo Castiglione 6, nel quartiere Villaggio Artigiani, e un locale al piano terra in Via Isonzo 56, nel quartiere Ferrovia. Ambienti non idonei, spesso insalubri, che non rispondono agli standard di sicurezza, dignità e legalità previsti dalla normativa italiana.

Un dato evidente: una grande città con molte chiese, ma senza una Moschea adeguata

Foggia ospita numerose chiese e luoghi di culto cristiani, pienamente riconosciuti e integrati nella vita cittadina. È un patrimonio prezioso che testimonia la storia religiosa della città.  

Allo stesso tempo, oltre 10.000 cittadini musulmani – provenienti da 32 Paesi diversi – non dispongono ancora di un luogo di culto dignitoso, regolamentato e conforme alla legge.

Inoltre, è importante ricordare che nei 32 Paesi di provenienza dei fedeli musulmani residenti in provincia di Foggia sono presenti numerose chiese cristiane, spesso tutelate e rispettate dalle comunità locali.  

Questo dimostra come la convivenza religiosa sia una realtà consolidata in molte parti del mondo: uomini e donne che oggi vivono regolarmente nel territorio foggiano, lavorano, pagano le tasse e contribuiscono in modo significativo all’economia della città, chiedono semplicemente lo stesso diritto alla dignità del culto.

Per una città moderna, europea e multiculturale come Foggia, questa mancanza rappresenta un divario evidente che il Comitato intende colmare con responsabilità e trasparenza.

Un percorso istituzionale costruito con responsabilità e collaborazione

La costituzione del Comitato è il risultato di un lavoro approfondito, sviluppato in 100 giorni di ricerca, studio e consultazioni istituzionali. Il percorso ha avuto origine dall’incontro del 20 ottobre scorso tra una delegazione del Centro Culturale Islamico di Foggia Bangladesh (CCIFB) e il Vescovo di Foggia, Mons. Giorgio Ferretti, che ha espresso piena disponibilità alla collaborazione. Successivamente, la delegazione ha incontrato il Prefetto di Foggia, Dott. Paolo Giovanni Grieco, che ha confermato il sostegno del Ministero dell’Interno a un processo chiaro, trasparente e condiviso.

Dialogo costante con le autorità di sicurezza e con gli enti territoriali

Il CCIFB ha mantenuto un dialogo continuo con il Comando Provinciale dei Carabinieri e con la DIGOS della Questura di Foggia, informando puntualmente ogni fase del lavoro preparatorio. Questo confronto ha permesso di costruire un organismo rappresentativo, solido e pienamente conforme ai requisiti di sicurezza, legalità e trasparenza richiesti per un progetto di tale rilevanza pubblica.

Una rappresentanza multinazionale: 32 Paesi uniti in un unico progetto

Il Comitato Multinazionale rappresenta cittadini musulmani provenienti da 32 Paesi diversi, residenti nei 61 Comuni della provincia di Foggia.  

Questa pluralità culturale e linguistica è una ricchezza straordinaria per la città: uomini, donne e famiglie che lavorano, studiano, pagano le tasse e contribuiscono ogni giorno alla vita economica e sociale del territorio.

I Paesi rappresentati (in ordine alfabetico) sono: Afghanistan, Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia ed Erzegovina, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Giordania, Guinea, Guinea Bissau, Indonesia, Iran, Iraq, Kosovo, Libano, Macedonia del Nord, Mali, Marocco, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sudan, Togo, Tunisia e Turchia.  

Le Ambasciate e i Consolati di questi Paesi in Italia saranno collegati al progetto, garantendo un percorso internazionale trasparente e istituzionalmente riconosciuto.

Il progetto architettonico della futura Moschea di Foggia

Il progetto architettonico prevede spazi interni ed esterni moderni e funzionali: aree di preghiera, sala conferenze, sala d’attesa, uffici amministrativi, servizi igienici, spazi educativi e culturali, palestra riservata all’utenza del complesso, stanza per la preparazione delle salme, parcheggio pertinenziale e un’area giochi per i bambini. Una struttura pensata per essere un punto di riferimento religioso, culturale e sociale per l’intera città.

Trasparenza assoluta: nessuna raccolta fondi senza autorizzazione ministeriale

Nel pieno rispetto dell’atto costitutivo e dello statuto registrato, il Comitato precisa che nessuna raccolta di denaro sarà avviata prima dell’autorizzazione definitiva del Ministero dell’Interno. La trasparenza è un principio irrinunciabile e rappresenta la base del rapporto di fiducia con le istituzioni e con la cittadinanza.

I soci fondatori e la guida del Comitato

I 40 soci fondatori del Comitato Multinazionale sono: Abdelhadi El Moussani, Riad Mohamed, Shehbaz Mohammad, Oum Kelthoum Mohamed Mbareck, Shawkat Md, Yasin Azizi, Naeem Yaqoob, Modou Bah, Md Shakil Dhali, Mohamed Salem Filali, Md. Ali Akbar Dhali, Abdelouahab Sahli, Madieumb Seck, Rajia Sultana, Seydou N’Diaye, Sarwar Sadat, Nazim Uddin, Duty Salif, Mohammed Errachdi, Mijan Dhali, Arona Diedhiou, Hashar Azeem, Asma Begum, Alasan Jallow, Mouhammadou Bamba Ndiaye, Rahmatullah Siddiqi, Nizam Uddin, Ahmad Raza, Modou Kane, Sazzad Hossain, Anayet Hossain, Said Ou Yacoub, Issa Sama, Tariqul Islam, Souleymane Fall, Mohammad Rubel, Seynou Fall, Monir Hazra Md, Tariq Zia e Mainul Islam, quest’ultimo Coordinatore e Rappresentante Legale.

Un impegno permanente per integrazione, coesione e responsabilità civica

Il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia è già impegnato nella promozione dell’integrazione, della coesione sociale e della consapevolezza civica tra le comunità migranti presenti in città, collaborando con l’Amministrazione comunale e con le istituzioni locali. L’obiettivo finale è costruire un modello di convivenza basato su partecipazione attiva, rispetto reciproco e contributo positivo alla vita sociale di Foggia.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti ufficiali è disponibile il sito: www.moscheadifoggia.it

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