
Oggi che il coro di giornali, televisioni, opinionisti di ogni schieramento è unanime nell’incensare la figura di Mario Draghi quasi fosse un messia, è più che mai utile ricordare che cosa Draghi e Trichet dissero all’allora presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, il 5 agosto 2011 costringendo il suo e i governi successivi ad attuare riforme “lacrime e sangue”.
Lo facciamo perché le lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i precari e i disoccupati, sappiano quali sono le responsabilità di Draghi nella cosiddetta riforma Fornero, nei tagli alla sanità, nelle privatizzazioni e nella aggressione ai loro diritti.
Purtroppo gli italiani tendono a dimenticare in fretta. Lo hanno fatto ieri con Monti e rischiano di farlo oggi con l’ex banchiere a capo della BCE sostenuto da una coalizione che spazia da Leu alla Lega passando da Confindustria e Sindacati.
Noi non ci stiamo!
Sappiamo quali idee di politica economica ha sempre sostenuto Mario Draghi e crediamo che porteranno nel nostro Paese alla macelleria sociale vista in Grecia qualche anno fa.
Ecco quello che Mario Draghi e Jean-Claude Trichet chiesero nella famosa lettera del 2011 e che i governi Berlusconi, Monti, Renzi e Gentiloni attuarono:• Piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali attraverso privatizzazioni su larga scala.• Accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione(art. 8 DECRETO SACCONI)• Revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti (JOBS ACT)• Interventi sul sistema pensionistico (RIFORMA FORNERO)• Riduzione significativa dei costi del pubblico impiego e riduzione degli stipendi.• Tagli orizzontali sulle spese discrezionali (FISCAL COMPACT)• Riforma costituzionale per rendere più stringenti le regole di bilancio(PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE)• Revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese (RIFORMA BRUNETTA E MADIA)• Abolizione o fusione di alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province) (RIFORMA DELRIO)
Contro questo governo neoliberista l’unica scelta di sinistra è l’opposizione sociale e politica.
Rifondazione Comunista propone a tutte le soggettività della sinistra sociale e politica di lavorare insieme per la costruzione di un’alternativa.
RIFONDAZIONE COMUNISTA


