
Polizia Locale a Manfredonia, Riccardi: “Il racconto social e la cruda realtà”
L’ultima uscita della Giunta La Marca ha un che di comico. La rimodulazione dei proventi delle multe del Codice della Strada, un atto amministrativo che ogni anno si ripete quasi identico, viene presentata come “un ulteriore e decisivo passo avanti” per la sicurezza urbana e il potenziamento della Polizia Locale. Come se a Palazzo San Domenico avessero appena scoperto che le multe producono introiti. Tutto questo a stagione estiva che volge al termine.
Va detto con onestà: la possibilità di destinare questi fondi allo straordinario in deroga al tetto del salario accessorio è una novità reale, introdotta dal Decreto Sicurezza (D.L. 23/2026, conv. L. 54/2026). Ma è una novità procedurale, non sostanziale: aggira un vincolo di spesa, non risolve la carenza di organico. Le voci di fondo, mezzi, controlli, attrezzature, fondo previdenza della Polizia Locale finanziati con i proventi delle multe, restano quelle di sempre. Il Comune non sta aprendo una stagione nuova di sicurezza: sta usando meglio uno strumento vecchio per pagare straordinari a un organico che resta, comunque, a un terzo di quanto previsto.
I numeri, poi, tolgono ogni residuo di enfasi. Negli ultimi quattro anni il Comune ha incassato dalle violazioni al Codice della Strada quasi 1,924 milioni di euro: 584.163 nel 2022, 368.409 nel 2023, 606.755 nel 2024, 364.600 nel 2025. Le stesse voci di spesa richiamate oggi come “svolta”, potenziamento dei controlli, mezzi, attrezzature, fondo previdenza della Polizia Locale, comparivano già nei bilanci del 2022 e del 2023. E quando le risorse c’erano, non sempre sono state usate: nel 2024, a fronte di 109.737 euro stanziati per il potenziamento dei controlli, ne risultano rendicontati appena 15.467, il 21,54%.
Il problema che questo comunicato prova a coprire è un altro, ed è strutturale: l’organico.
Il Corpo conta 25 agenti in servizio contro i 107 previsti dai parametri regionali, oltre 82 unità mancanti. Il confronto storico è ancora più netto: nel 2020 la Polizia Locale contava 39 operatori e 4 ufficiali, nel 2026 sono rimasti 25 operatori e 2 ufficiali, tre dei quali arrivati per mobilità. A questi vanno tolti agenti in ferie in attesa di pensione, un gruppo con permessi legge 104, almeno tre operatori che non svolgono servizi esterni. Il Corpo, inoltre, è senza comandante titolare. Pagare qualche ora di straordinario a chi resta non è potenziamento: è chiedere a un organico ridotto all’osso di reggere ancora di più, in cambio di un contentino economico.
Ripercorrere gli ultimi due anni aiuta a capire perché la retorica dei “fatti concreti” non regge alla prova degli atti.
Nell’estate 2025 arrivano i primi rinforzi, ma non tramite un concorso bandito dal Comune: una convenzione con il Comune di Foggia permette a Manfredonia di attingere dieci agenti a tempo determinato dalla graduatoria foggiana, risparmiando i costi di una selezione autonoma. Personale utile, probabilmente necessario, ma scelto da altri.
Per le assunzioni a tempo indeterminato, la programmazione prevedeva cinque posti di agente. La Giunta ha deciso che quattro fossero coperti con mobilità volontaria e uno solo con concorso pubblico. La procedura effettivamente conclusa, pubblicata su inPA dal 30 ottobre al 29 novembre 2025, è una mobilità ex art. 30 del D.Lgs. 165/2001: non un concorso aperto a chi cerca lavoro a Manfredonia, ma un trasferimento di dipendenti già assunti altrove. L’11 giugno 2026 il Comune individua i tre vincitori: arrivano dai Comuni di Milano, Roma Capitale e Seregno. Buon lavoro a loro, ma nessuna nuova opportunità per un giovane manfredoniano si è materializzata.
Il 16 luglio 2026 arriva anche l’avviso per il nuovo Dirigente/Comandante: di nuovo mobilità volontaria, riservata a chi già comanda un Corpo di Polizia Locale altrove, non concorso pubblico ordinario. Il posto sembrava destinato a un comandante della provincia di Lecce, salvo scoprire, dopo la pubblicazione del bando, che il candidato non possedeva i requisiti richiesti: rischio concreto che l’avviso, in scadenza il 17 agosto 2026, resti senza esito.
C’è un punto che la Giunta non ha mai chiarito pubblicamente. Il bando di mobilità richiedeva, tra i requisiti di ammissione, una valutazione media negli ultimi tre anni compresa nella fascia più alta (90-100 punti), da possedere alla scadenza della domanda, pena l’esclusione. Nella determina finale, un candidato viene escluso per mancanza della media triennale; per un altro l’assunzione resta sospesa in attesa della scheda di performance 2025, necessaria a completare il calcolo; per la terza vincitrice, arrivata da Roma Capitale dal maggio 2025 e priva di valutazioni pregresse, il Comune si accontenta di una sola valutazione, richiamando il favor participationis.
Il favor participationis serve a sciogliere un’ambiguità del bando, non a riscrivere, dopo la scadenza della domanda, un requisito che il bando indicava con chiarezza. Se per due candidati la media triennale è condizione vincolante, va spiegato perché per il terzo non lo sia stata. La domanda resta sul tavolo: alla data del 29 novembre 2025, tutti e tre i vincitori possedevano davvero il requisito richiesto? Il Comune ha il dovere di rendere pubblici gli atti istruttori, motivazione, parere giuridico, calcolo, su cui si è fondata quella scelta. Si tratta di essere giusti anche nei confronti di chi, sapendo di non avere i requisiti, giustamente non ha partecipato al bando.
E il concorso pubblico, quello vero, quello aperto ai giovani della città? Resta sullo sfondo. Il 25 giugno 2026 arriva la comunicazione dello stanziamento dei fondi per “avviare le procedure” del nuovo concorso per la Polizia Locale. Lo stesso comunicato ammette che numero dei posti, requisiti e modalità di selezione saranno definiti nei mesi successivi. Non un bando, non una graduatoria, non un’assunzione: un annuncio.
Riassumiamo con gli atti alla mano, non con gli slogan: agenti temporanei dalla graduatoria di Foggia, tre agenti stabili per mobilità da Milano, Roma e Seregno, un comandante cercato ancora per mobilità, un concorso annunciato da mesi e mai bandito, un pacchetto di straordinari finanziato con le multe e presentato come svolta storica.
Quanti giovani di Manfredonia sono stati assunti nella Polizia Locale attraverso un concorso comunale bandito e concluso dalla Giunta La Marca? Ad oggi, dagli atti, la risposta è una sola: nessuno.
Un’Amministrazione può legittimamente ricorrere alla mobilità, attingere da graduatorie altrui, cercare soluzioni rapide per un Corpo sottorganico. Non può però spacciare tutto questo per una stagione di concorsi pubblici, né presentare una rimodulazione contabile ordinaria come una svolta epocale sulla sicurezza. E non può lasciare senza risposta i dubbi sulla verifica dei requisiti dei vincitori della mobilità.
La sicurezza non si costruisce spremendo di straordinari i pochi agenti rimasti. Si costruisce con organico, comando, concorsi veri. E su questo la Giunta ha già dato la sua risposta: silenzio.
Palombella Rossa


