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Parliamo Manfredoniano: “Jémece a cuché…”

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Jémece a cuché…

Indovinello completo:

Jémece a cuché, o cara còcchje
e faciüme ‘i cöse de la nòtte.
I cöse de la nòtte nüje faciüme
e püle söpa püle nüje mettüme.

Sciósce ca sciùsce
dàlle ca dàlle
före stànne ‘i püle
e jìnde stànne ‘i pàlle!

Bellissimo indovinello suggeritomi da PEPPE a commento di uno simile Jemece a coleche…..

PEPPE ha usato il verbo “cuché“, simile al francese coucher. il posto del sin. còleche = coricare.

Urge la traduzione per i non Manfredoniani che hanno la pazienza di seguire questo vocabolario. Avrete capito che si parla degli occhi!

Andiamo a coricarci, cara coppia (di occhi)
e facciamo le cose della notte (dormire)
le cose della notte noi facciamo
e peli sopra peli noi mettiamo (accostiamo le palpebre e le ciglia per dormire).
Soffia e soffia (respiro profondamente)
dai e dai (tento e ritento)
fuori stanno i peli (le ciglia unite per il sonno)
dentro stanno gli occhi (sotto le palpebre)

fonte: https://www.parliamomanfredoniano.it/jemece-a-cuche/

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Redazione

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