Pamela Genini, impronte sulla tomba: che cosa ha fatto Dolci?
Impronte digitali trovate sulla tomba di Pamela Genini: a parlarne è stato Milo Infante nella prima puntata di Verità nascoste - Il diario.

La vicenda della tomba di Pamela Genini torna al centro della cronaca dopo la scoperta di alcune impronte digitali che potrebbero fornire nuovi elementi agli investigatori impegnati a ricostruire la profanazione del sepolcro.
Del ritrovamento, avvenuto nella parte posteriore della lastra di plastica della tomba, ne ha parlato Milo Infante durante la trasmissione Verità nascoste – Il diario, in onda su Canale 5.
Le tracce dovranno essere analizzate e confrontate con i campioni delle persone che hanno avuto accesso alla sepoltura. L’obiettivo è stabilire se possano essere riconducibili a qualcuno coinvolto nella profanazione.
Tra gli elementi finiti al centro dell’attenzione c’è anche la posizione di Francesco Dolci, ex compagno di Pamela e attualmente indagato per la profanazione della sua tomba.
Proprio durante la diretta, l’inviata di Milo Infante ha sostenuto che Dolci si sarebbe rifiutato di fornire le proprie impronte, impedendo di fatto un confronto immediato con quelle ritrovate sul sepolcro.
Le impronte trovate sulla tomba di Pamela Genini
La nuova ricostruzione parte da alcune impronte digitali individuate sulla tomba di Pamela Genini. Le tracce sarebbero state isolate dietro la lastra di plastica che protegge il sepolcro, ora al vaglio degli investigatori.
La loro presenza potrebbe essere importante per ricostruire chi abbia avuto accesso alla tomba e, soprattutto, per distinguere le persone che avevano una ragione legittima per trovarsi sul posto da eventuali soggetti entrati nel cimitero con l’intenzione di profanare il sepolcro.
Naturalmente, il semplice ritrovamento di un’impronta non dimostra che chi l’ha lasciata abbia commesso la profanazione. Bisognerà stabilire quando sia stata depositata, in quale circostanza e se c’è un collegamento con i fatti oggetto dell’inchiesta.
Il presunto rifiuto di Francesco Dolci
È proprio in questo contesto che è emersa la questione relativa a Francesco Dolci. Durante la trasmissione di Milo Infante, l’inviata ha riferito che l’uomo non avrebbe voluto fornire le proprie impronte.
Il passaggio è particolarmente delicato perché un campione di Dolci potrebbe consentire agli investigatori di effettuare una comparazione con le tracce repertate sulla tomba. Un’eventuale corrispondenza, naturalmente, dovrebbe poi essere valutata insieme a tutti gli altri elementi raccolti nell’inchiesta.
Dolci ha però contestato la ricostruzione fatta in diretta. Secondo la sua versione, parlare di un semplice rifiuto sarebbe fuorviante e non restituirebbe correttamente quanto accaduto intorno alla richiesta degli investigatori.
Il confronto in diretta con l’inviata di Milo Infante
Dolci ha fornito la sua versione direttamente davanti alle telecamere, con l’inviata che ha mantenuto ferma la propria ricostruzione e l’imprenditore che ha invece respinto l’interpretazione secondo cui avrebbe deliberatamente scelto di non collaborare.
Un momento molto acceso, perché il tema delle impronte va a collegarsi con uno degli interrogativi principali dell’indagine: chi ha avuto accesso alla tomba di Pamela Genini e chi ha lasciato le tracce rinvenute sul sepolcro?
La difesa di Dolci ha inoltre sottolineato la necessità di non confondere una questione relativa alle modalità di acquisizione delle impronte con un vero e proprio rifiuto di sottoporsi agli accertamenti.
Per questo motivo, allo stato attuale, bisogna mantenere cautela. Non esiste infatti alcuna conferma che le impronte trovate sulla tomba appartengano a Dolci.
L’inchiesta sulla profanazione
Francesco Dolci risulta nel registro degli indagati, nell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini. L’uomo ha sempre respinto ogni responsabilità. Pamela è stata uccisa a Milano nell’ottobre 2025. Accusato dell’omicidio è l’ex compagno Gianluca Soncin.
La profanazione del sepolcro risalirebbe a marzo 2026, quando la salma di Pamela avrebbe dovuto essere trasferita nella tomba di famiglia. Da quel momento gli inquirenti hanno fatto scattare opportuni accertamenti per ricostruire chi abbia violato il sepolcro e per quale motivo.
Le nuove impronte rappresentano quindi un elemento che gli investigatori dovranno verificare con estrema attenzione. Se una comparazione dovesse fornire un’identificazione, quella circostanza potrebbe diventare uno dei tasselli dell’inchiesta; in caso contrario, le tracce potrebbero rivelarsi prive di un collegamento diretto con la profanazione.
Il caso resta dunque aperto e il confronto mostrato nella trasmissione di Milo Infante aggiunge un nuovo elemento al giallo. La domanda principale rimane quella sull’identità della persona che ha lasciato le impronte sulla tomba di Pamela Genini, mentre le dichiarazioni contrapposte sulla posizione di Dolci dovranno essere valutate alla luce degli atti e degli accertamenti ufficiali.

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