On. Troiano: “Manfredonia ha la possibilità di mettere un punto fermo e ricominciare”

“Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato l’affidamento, per diciotto mesi, dell’amministrazione del Comune di Manfredonia (Foggia), già sciolto lo scorso 21 maggio 2019 a seguito delle dimissioni del sindaco, a una commissione di gestione straordinaria.” Così recita il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha deciso le sorti del nostro Comune.

Le anticipazioni giornalistiche sui contenuti della relazione inviata dalla Commissione d’accesso al Prefetto mi consentono di esprimere alcune considerazioni, pur con tutte le cautele derivanti dal tipo particolare di procedimento amministrativo, non ancora sottoposto al vaglio di nessun magistrato. Gli elementi oggettivi riscontrati delineano un quadro preoccupante e fosco di intrecci, contiguità inopportune e omissioni da parte di chi aveva la responsabilità di amministrare la nostra città. Le frequentazioni con soggetti appartenenti a clan malavitosi e i legami economici con persone dalla condotta non limpida restituiscono l’immagine di una città in cui, per anni, è calata l’attenzione sui fenomeni criminali da parte di chi doveva per legge vigilare affinché non fossero turbati l’imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione, come previsto dall’art. 97 della Costituzione. Si ha la netta sensazione, inoltre, del prevalere di un “familismo amorale” cioè dell’uso distorto della cosa pubblica per favorire parenti, amici, compari e soci nelle varie attività economiche, in un generale quadro di impunità e sfrontatezza nei confronti della collettività.

Oggi, grazie al rinnovato impegno dello Stato nel combattere le organizzazioni mafiose e l’insidioso malaffare dei colletti bianchi, Manfredonia ha la possibilità di mettere un punto fermo e ricominciare. I prossimi diciotto mesi (prorogabili) di amministrazione affidati alla Commissione di gestione straordinaria, le eventuali dichiarazioni di incandidabilità e gli auspicabili sviluppi giudiziari, possono costituire un’occasione unica per risollevarsi e rimettere in sesto una comunità frastornata e attonita.

Sarà un percorso difficile – anche per le condizioni critiche del bilancio comunale – ma necessario che dovrà partire da due basi indispensabili: un profondo rinnovamento o meglio azzeramento della vecchia classe politica dirigente (accompagnato da un approfondito esame della tecnostruttura comunale) e l’impegno della parte migliore e non compromessa della città per accompagnare l’Amministrazione verso un percorso di piena legalità, limpidezza e trasparenza.




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