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“Nomadi digitali, trasferitevi qui”: da Celle, Castelluccio e Faeto un invito al mondo

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“Nomadi digitali, trasferitevi qui”: da Celle, Castelluccio e Faeto un invito al mondo

40 milioni di professionisti nel pianeta lavorano da remoto, progetto per invitarli nella Valle del Celone  

La sindaca Giannini: “Contro lo spopolamento una rivoluzione culturale, la nostra terra è una scoperta”

Si chiama Digital Nomad Valee, call internazionale rivolta a chi ama natura, autenticità e tranquillità

CELLE DI SAN VITO (Fg) – Celle di San Vito, Castelluccio Valmaggiore e Faeto, i tre paesi della Valle del Celone, si candidano a diventare ‘patria’ dei nomadi digitali, di quei professionisti che utilizzano la tecnologia per lavorare da remoto, in qualunque luogo fisico essi vogliano, svincolati dall’obbligo di recarsi e operare in un ufficio tradizionale e una sede fissa. Per centrare questo obiettivo, hanno realizzato una piattaforma web: www.digitalnomadvalee.com, dove in francese e inglese (Celle di San Vito e Faeto sono isole linguistiche in cui si parla il francoprovenzale) ai nomadi digitali vengono fornite tutte le informazioni utili per scegliere di trasferirsi nella Valle del Celone, in una delle aree più verdi della Puglia, a stretto contatto con la natura, accolti da comunità per le quali l’ospitalità è sacra e viene espressa anche ‘prendendo per la gola’ i potenziali nuovi cittadini grazie a una tradizione enogastronomica ricca di sapori a km zero. Il progetto, di cui Celle di San Vito è capofila, è promosso unitariamente dai tre comuni, realizzato e gestito da Marketing Movers, finanziato nell’ambito del PNRR Borghi per la rigenerazione sociale, culturale ed economica dei paesi. Digital Nomad Valee, oltre al sito internet, prevede anche altre azioni e iniziative per raggiungere i nomadi digitali interessati a trovare sistemazione a Celle di San Vito, Castelluccio Valmaggiore e Faeto.

“Vogliamo diventare non solo una destinazione da visitare”, spiega Maria Palma Giannini, sindaca di Celle di San Vito, “ma soprattutto una destinazione in cui si viene ad abitare, in cui si viene a vivere e a lavorare per 6 mesi, un anno, per tutto il tempo che si vuole, integrandosi con le nostre comunità, per apprezzare dei luoghi assolutamente unici, capaci di offrire ciò che altrove è un lusso irraggiungibile: il clima fresco dei nostri borghi, grazie ai boschi da cui siamo abbracciati, il cibo gustoso e salutare, l’ospitalità genuina della nostra gente, il silenzio che riconcilia con i suoni e le voci della natura”. I tre borghi vogliono attrarre nuove persone dall’estero che scelgano di vivere il territorio, anche per periodi lunghi, lavorando da remoto e contribuendo alla vita delle comunità locali. Secondo una stima elaborata da Forbes Italia, si stima che nel nostro Paese risiedano o transitino circa 900mila nomadi digitali all’anno. In Europa, invece, si calcola che circa un terzo della forza lavoro utilizzi modalità di impegno lavorativo ibride o da remoto, mentre a livello mondiale il fenomeno coinvolge tra i 40 e gli 80 milioni di persone. “Contro lo spopolamento”, aggiunge la sindaca Giannini, “non basta il turismo. Serve un cambiamento culturale che porti qui da noi, nei nostri bellissimi borghi, le persone interessate a uno stile di vita diverso, lontano dal caos e dall’inquinamento delle città, per una qualità della vita che metta in rilievo le relazioni autentiche, il rapporto con la natura, la scoperta di una dimensione più umana”.



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