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Morto Patrick Démarchelier, il fotografo di Miranda nel Diavolo veste Prada.

Autore delle copertine delle riviste più glamour e autore di celebri ritratti

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Proprio pochi giorni fa ho rivisto il famoso film sul dorato mondo della moda che ispirandosi a Vogue (Runaway) e alla sua uscita di settembre ironizza con una stupenda Meryl Streep su Anna Wintour e il suo entourage.
Ecco di ieri la notizia della morte di uno dei più grandi fotografi al mondo (del calibro di Irwing Penn), citato nel film come il più grande, quello di cui finalmente il giornale può garantirsi i servizi.
È mancato a 78 anni Patrick Demarchelier, fotografo di moda francese, da decenni residente a New York, autore delle copertine delle riviste più glamour e autore di celebri ritratti.

Fu lui il primo a fotografare Lady Diana, ma sono memorabili le campagne di Armani, Chanel, Yves Sanit Laurent, Versace, Louis Vuitton, Calvin Klein e Ralph Lauren, solo per citarne alcune, le copertine di Harper’s Bazaar, Vogue, Elle, Esquire e Arena Homme. Suo, il Calendario Pirelli del 2005 e del 2008. Alcuni dei suoi scatti della Principessa Diana, Madonna o Angelina Jolie hanno fatto il giro del mondo. Demarchlier è stato anche autore di copertine per gli album di artisti come Elton John e Celine Dion.
La sua stella si era offuscata sull’onda del « Me too » da cui aveva sempre preso le distanze, ma da allora non aveva più lavorato per il gruppo Conde Nast.

É mancato il 31/3 a 78 anni, la sua vita tra Francia (era nato in Normandia a Le Havre) e New York sembra una favola da film, ha conosciuto le modelle più famose i cantanti, gli stilisti, i giornalisti più importanti del mondo ed é stato da loro considerato uno dei massimi esponenti della fotografia contemporanea ha lanciato Kate Moss, ha diretto Madonna in Justify my love, Nicole Kidman nello spot di Chanel e ha sempre creato nelle sue opere un’immagine di bellezza assoluta con un’estetica raffinata e una leggiadria e avvenenza fisica che la filosofia ed estetica americana per tanti anni hanno promosso.
Ci rimane insieme al suo infinito archivio una frase che amava ripetere e che sembra tratta (ma non lo é) dal film di Meryl Streep e Anne Hataway: «dobbiamo rendere i vestiti fantastici perché altrimenti non ci pagherebbero così tanto»

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