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Micaela Ramazzotti a Belve: “Riporterei in vita Berlusconi”

A Belve, Micaela Ramazzotti ha sorpreso tutti con dichiarazioni su Berlusconi e ha chiarito la lite con Paolo Virzì.

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Un’intervista che non è passata inosservata e che ha riportato al centro del dibattito uno dei volti più intensi del cinema italiano. Ospite di Belve, Micaela Ramazzotti si è raccontata senza filtri, alternando provocazioni spiazzanti a confessioni intime. Dalla frase su Silvio Berlusconi fino alla verità sulla fine del matrimonio con Paolo Virzì, il risultato è stata un’intervista destinata a far discutere.

Micaela Ramazzotti: la frase su Berlusconi

Nel pieno dello stile tagliente del programma, è arrivata la risposta che ha acceso subito i social. Alla domanda diretta della conduttrice Francesca Fagnani su chi riporterebbe in vita se potesse, Ramazzotti ha sorpreso tutti con una frase netta: “Riporterei in vita Silvio BerlusconiNel 2021 volevo fare un documentario su di lui, ma non ho fatto in tempo, è morto prima”.

La lite con Virzì

Molto più densa e dolorosa la parte dedicata alla relazione con Paolo Virzì. L’attrice è tornata sulla famosa lite al ristorante, che per settimane aveva occupato le cronache, ammettendo: “È stata una brutta figuraccia”.

Poi il racconto si è fatto più intimo e diretto, con parole che pesano: “Ho sofferto per la mancanza d’amore e per l’essere disprezzata”.

Il matrimonio e l’amarezza: “Era meglio non sposarsi”

Ramazzotti non ha rinunciato all’ironia nel corso dell’intervista, ma è stata un’ironia amara, che ha lasciato intravedere ferite ancora aperte. Parlando sempre del matrimonio con Virzì, l’attrice ha ammesso: “Era meglio non sposarsi, avrei risparmiato un botto di soldi per il divorzio”.

E subito dopo ha chiarito anche il rapporto tra vita privata e lavoro, riferendosi al lungometraggio che li ha uniti artisticamente, “Tutta la vita davanti”: “Io quel film lo avrei fatto lo stesso, non c’era bisogno di sposarmi”.

Il “circoletto” del cinema: “La tessera ce l’avevo”

Non è mancata una riflessione sul sistema cinema italiano, raccontato senza troppi giri di parole. Alla domanda sul famoso “circoletto” di attori privilegiati, Ramazzotti ha risposto con una frase che è parsa una mezza verità scomoda: “La tessera ce l’avevo perché ero la moglie del socio, ma non l’ho usata tanto”.

La Vieste en Rose