
Care amiche e cari amici,
siamo ancora qui, a pochi giorni dal turno di ballottaggio, perché c’è ancora qualcosa da fare per Manfredonia. Domenica 21 novembre, dalle 7 alle 23, bisogna nuovamente votare Gaetano Prencipe.
Non mi vorrei dilungare, ma credo sia utile ribadire, ancora una volta, perché questa città ha bisogno – in un momento così complesso per la vita della sua comunità – di una guida autorevole, onesta, rassicurante e di un uomo come Gaetano.
Perché, allora, Gaetano Prencipe?
Perché è l’unico che ha esperienze amministrative, competenze spendibili, senso delle Istituzioni.
Perché è un professionista affermato, un cittadino e un politico onesto che, con la sua specchiata carriera, potrà essere l’unico a garantire legalità e trasparenza nel nostro Comune.
Perché non è un uomo accecato dal rancore, non ha smanie e sogni da raggiungere. Il sindaco l’ha già fatto: è stata la Rete Civica Democratica e Popolare a chiedere a lui, in un momento di emergenza, di ricoprire ancora una volta un ruolo complesso e difficile.
Perché è un uomo di reti, relazioni, ponti da costruire insieme. L’unico Sindaco che potrà far crescere questa città, ricollocandola in uno scacchiere politico e territoriale più ampio e decisivo.
Sull’altro candidato, quello che rappresenta una destra arruffona, incoerente e incolore, forse ci sarebbe molto o, forse, troppo poco da dire.
Sono mesi che in città campeggia la sua faccia con uno slogan: è ora di.
Ecco, al candidato di quella destra arruffona, che ha imbarcato il passato più opaco di questa città, diciamo che non è, neanche questa volta, la sua ora. E non lo sarà neppure dopo il 21.
Non è l’ora di Gianni Rotice perché non è credibile: si è proposto prima a noi, alle forze del centro sinistra e, dopo una sonora porta in faccia, si è consegnato nelle mani di questa destra…
Non è l’ora di Gianni Rotice perché la politica non può essere esercizio incontrollato dell’interesse, sistema diffuso e difensivo delle corporazioni. La politica, quella che noi vogliamo rappresentare, è cittadinanza, diritti, lavoro. È fiducia e solidarietà. E mai carità o pietà occasionale.
Non è l’ora di Gianni Rotice perché serve una classe dirigente colta, ambiziosa, capace di cogliere al volo le tante opportunità e sfide del futuro.
Non è l’ora di Gianni Rotice, infine, perché il cambiamento non è un’etichetta che dimentica il passato. L’Ingegner Rotice ha rappresentato, e lo sta continuando a fare imbucando nella sua coalizione molti dinosauri della politica locale, la continuità maggiore con una stagione politica e imprenditoriale che non ha retto, ma ha fallito.
Il 21 novembre abbiamo la possibilità di scrivere una nuova pagina, di orientare il nostro destino: non disattendiamolo.
Il 21 Novembre vota Gaetano Prencipe.
Giovanni Mansueto – Molo21


