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Manfredonia, “Rinunciare al biglietto della giostra non è un atto eroico”

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Manfredonia, “Rinunciare al biglietto della giostra non è un atto eroico”

Premetto una cosa: non ho nulla contro nessuno e non è mia intenzione alimentare polemiche personali. La mia è semplicemente una riflessione su come dovrebbe essere interpretato il ruolo di chi amministra la cosa pubblica.

Se non rubo, non lo scrivo.

Se non delinquo, non lo annuncio.

Se pago ciò che consumo, non mi aspetto un applauso.

Allo stesso modo, rinunciare ai biglietti omaggio non è un atto eroico né un risultato amministrativo: è semplicemente la normalità.

In circa dieci anni da amministratore pubblico, di cui quattro con delega al Turismo, durante i quali ho avuto anche la responsabilità dell’organizzazione della Festa Patronale, non ho mai preso un biglietto omaggio. E non ho mai pensato che fosse necessario comunicarlo o rivendicarlo pubblicamente.

Quando si ricopre un incarico pubblico, la correttezza non dovrebbe essere raccontata come un merito straordinario: dovrebbe essere praticata ogni giorno, con naturalezza e discrezione.

Perché trasformare un comportamento doveroso in uno slogan rischia di rendere eccezionale ciò che dovrebbe essere normale e, inevitabilmente, può anche dare l’impressione che si voglia spostare l’attenzione da altre questioni, ben più importanti, sulle quali i cittadini attendono risposte e risultati.

Nessun attacco personale, quindi. Solo una diversa concezione del ruolo pubblico: certe cose non si annunciano. Si fanno. Punto.

Lo ha scritto su Facebook l’ex consigliere comunale Antonio Conoscitore.