Manfredonia, partecipate nel mirino: prese di posizione di Ritucci e Tasso su ASE e sul ‘pasticcio’ di “Gestione Tributi”

Manfredonia, partecipate nel mirino: prese di posizione di Ritucci e Tasso su ASE e sul ‘pasticcio’ di “Gestione Tributi”
Il Consiglio comunale di Manfredonia, svoltosi lo scorso 29 dicembre, ha vissuto una seduta particolarmente movimentata sul tema delle società partecipate, con un confronto serrato tra amministrazione e i consiglieri di minoranza Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio Tasso (Sipontum), i quali hanno sollevato dubbi, criticità e possibili responsabilità amministrative, chiedendo maggiore trasparenza e una gestione più efficace delle partecipazioni comunali.
La discussione è partita dalla delibera annuale sulla razionalizzazione delle partecipate, un atto obbligatorio per legge, ma giudicato dai consiglieri di minoranza “più formale che sostanziale”.
Secondo Ritucci e Tasso, l’amministrazione continua a presentare il documento a ridosso della scadenza del 31 dicembre, senza una reale strategia di indirizzo.
Il quadro delle partecipate è stato così delineato:
ASE: oggi interamente comunale, considerata strategica, ma priva – secondo i due consiglieri – di un progetto industriale chiaro. Si chiedono un direttore tecnico stabile, un amministratore unico più presente e un controllo analogo più incisivo.
Gestione Tributi: in liquidazione da anni, ancora al centro di contenziosi e ritardi.
Agenzia del Turismo: chiusa, senza un piano alternativo che possa occuparsi di un serio sviluppo turistico e promozionale della Città.
ASI, GAL Daunofantino e Puglia Culture: partecipazioni ritenute utili e formalmente legittime, ma senza una valutazione concreta dei benefici per la collettività.
I Revisori dei Conti hanno espresso parere favorevole, ma con richiami importanti: allineare debiti e crediti tra Comune e partecipate, chiudere definitivamente Gestione Tributi, contenere i costi e rispettare rigorosamente la normativa.
Il caso più esplosivo: i titoli di accertamento per 20 milioni di euro trasferiti da Gestione Tributi al Comune di Manfredonia.
Il punto più delicato del dibattito ha riguardato la ex società “Gestione Tributi”, in liquidazione ma ancora al centro di un cospicuo contenzioso economico. Il socio privato rivendica un credito per l’attività di accertamento su circa 20 milioni di euro, che sostiene di aver trasmesso al Comune.
Per anni, negli atti ufficiali, la trasmissione di questi titoli è stata oggetto di versioni discordanti. Durante la seduta, l’assessore Mansueto ha però confermato pubblicamente che quei titoli sono effettivamente arrivati al Comune, come dimostrato anche dalle attività di riscossione svolte dalla società C&C, che ha emesso atti basati proprio su quegli accertamenti.
Questa ammissione ha aperto una serie di interrogativi politici e amministrativi:
- È corretto che C&C gestisca quei 20 milioni, incassando un aggio del 15%?
- Il bando per la riscossione coattiva ha tenuto conto di questi importi?
- Se non lo ha fatto, chi ne risponde?
- Come dovrà essere strutturato il nuovo bando previsto per quest’anno?
Il ruolo del liquidatore: responsabilità tecniche o capro espiatorio?
Un ulteriore fronte di discussione riguarda il liquidatore della società.
Secondo i due consiglieri di minoranza, l’amministrazione tende a scaricare su di lui ogni responsabilità, ma la vicenda sarebbe più complessa:
- Il Comune ha diffidato il liquidatore e avviato un’azione giudiziaria per sostituirlo.
- Allo stesso tempo, però, il Comune è parte attiva del contenzioso che incide sul bilancio finale della liquidazione.
- Il liquidatore ha comunque depositato il bilancio finale, assumendosi responsabilità tecniche e giuridiche, decidendo di non recepire le indicazioni del Comune.
- Il Comune ha contestato la trasmissione di 20 milioni di titoli, non riconoscendo, di conseguenza, il credito vantato dal socio privato di Gestione Tributi. Il tutto è ancora oggetto di giudizio.
Ritucci e Tasso hanno chiesto all’amministrazione chiarezza, dati certi e tavoli tecnici, quindi:
- convocare commissioni dedicate,
- fornire dati certi su quanto incassato e quanto trattenuto,
- chiarire lo stato del contenzioso,
- definire una strategia per ASE e per le altre partecipate.
E, sul tema ‘Gestione Tributi’ hanno ribadito più volte: “Chi ha sbagliato deve pagare”.
Il voto finale dei rappresentanti di AgiAMO e Sipontum è stato contrario, motivato da “dubbi, incertezze e mancanza di risposte”.