Manfredonia Nuova: “Basta cementificazione”

“Noi cittadini e cittadine dell’Associazione Manfredonia Nuova abbiamo inviato in data 31 agosto a mezzo Pec al responsabile del procedimento del Piano Urbanistico Generale le nostre proposte che segnano un rovesciamento della prospettiva da cui si è sempre guardato al PUG, ossia che si passi dalla cultura della COSTRUZIONE a quella della DECOSTRUZIONE che implica il concetto di riqualificazione, ristrutturazione, recupero e in casi necessari demolizione”, afferma la presidentessa di Manfredonia Nuova Enrica Amodeo.
“Questo rovesciamento di prospettiva è diventato necessario per diversi motivi tra cui:
1) I cambiamenti climatici in atto ci impongono la riduzione delle emissioni di Co2, in particolare il trattato di Parigi quello di fermare il consumo di suolo, perché esso insieme agli alberi è il più grande abbattitore del carbonio;
2) il PRG di Manfredonia, approvato il 1994, prevedeva case per una popolazione di 70 mila abitanti che sono lievitate in maniera abnorme con la realizzazione di due progetti extra, le lottizzazioni Gozzini e Algesiro.
Una vera e propria bolla edilizia a fronte di una sensibile diminuzione della popolazione per effetto delle migrazioni di questi ultimi anni dovuti alla crisi economica generata da una globalizzazione delle merci senza la globalizzazione dei diritti e alla conseguente riduzione della spesa pubblica.
Il PUG allora può prevedere:
– un piano per la riqualificazione delle periferie per rendere la città finalmente più vivibile, prevedendo ampi spazi verdi, servizi, la demolizione di opere inutili o la ristrutturazione di manufatti incompiuti, ma recuperabili ecc.
Ricordiamo che le periferie (per la maggior parte zone B2) realizzate prima dell’inclusione di Manfredonia nelle aree a forte rischio sismico, sono costituite in massima parte da edifici sismicamente inidonei e quindi da demolire e ricostruire, perciò con la loro riqualificazione verrebbe garantita la sicurezza dei cittadini e cittadine e una maggiore vivibilità per tutti con servizi, piazze alberate e ricche di verde, garage pubblici anche a torre (zona cimitero, via Barletta, ecc.) utilizzabili anche dai cittadini del centro.
In tal modo si potrebbe limitare fortemente il traffico nel centro storico, liberando dalle auto le piazze, che mostrerebbero così tutta la loro bellezza e salvandoci dall’inquinamento che sta avvelenando le nostre vite.
– almeno due polmoni verdi se non tre: uno nel Canalone Scaloria, l’altro nella zona ex stazione città e il terzo nel canalone a ridosso dei comparti già progettato. Anche dei primi due l’amministrazione ha a disposizione progetti utilizzabili con qualche variazione.
Vogliamo ricordare a tal fine l’importanza dei grandi parchi urbani che oltre ad ingentilire l’animo umano, educando alla bellezza, contribuiscono sensibilmente a far calare la temperatura d’estate, ad assorbire Co2, polveri sottili e inquinamento urbano, migliorando la nostra salute che potrebbe giovarsi da subito anche della piantumazione di alberi su tutti i viali e le strade dove ciò è possibile.
Solo la riqualificazione urbana e non le centinaia e centinaia di case invendute, darebbe nuova linfa all’edilizia e perciò lavoro a tante maestranze, come elettrecisti, piastrellisti, idraulici, commercianti di materiale edile ecc.
Questo insieme al recupero del Centro Storico, al recupero per fini economici e sociali di tante costruzioni realizzate con soldi pubblici occupati abusivamente o abbandonati e vandalizzati come ad es. quella realizzata per la Capitaneria di Porto mai utilizzata e di cui si allegano foto, alla demolizione del ponte di viale Giuseppe di Vittorio – Ponte Lungo, opera incompiuta che ha dato vita a tante controversie, alla rimozione dei frangiflutti di Siponto (possibilmente con i soldi del progettista da citare per danni alla città e all’ambiente) che hanno impaludato, cancellandolo, un vasto tratto di scogliera da Manfredonia a Siponto e alterato un ecosistema vulnerabile caratterizzato dalla presenza della cymodocea nodosa.
Infine considerato che il Centro Storico è assolutamente invivibile per mancanza di spazi verdi, di parcheggi ecc. il PUG può prevedere, in attesa dell’approvazione del Piano di Recupero, del quale sollecitiamo una rapida approvazione, dopo un iter iniziato più di trent’anni fa, un centro polivalente nell’area dell’attuale campo sportivo (da trasferire in quello di zona Scaloria,) che preveda l’aquario del Golfo di Manfredonia, garages interrati, albergo ecc, come da progetto su nostra richiesta redatto da un’equipe di architetti e messo a disposizione dell’amministrazione cittadina Che potrebbe essere realizzato a costo zero per la collettività.
Basta con la cementificazione!!! Si a imprenditori veri capaci di fare impresa e soldi basandosi su nuovi principi abitativi e in armonia con la nostra Madre Terra consapevoli che tutelare il proprio territorio, significa tutelare anche i propri interessi presenti e futuri, insieme a quelli dell’intera comunità”, conclude Amodeo.




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