Attualità Capitanata

Manfredonia – Monte: una storia che si ripete, rifiuti e rifiuti dei rifiuti

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Manfredonia – Monte: una storia che si ripete, rifiuti e rifiuti dei rifiuti

UNA LA STORIA CHE SI RIPETE: rifiuti e rifiuti dei rifiuti

Il 22 giugno 2021, Manfredonia fu invasa da un fumo nero, denso e acre proveniente dall’area ex EniChem. Il Sindaco di Monte Sant’Angelo D’Arienzo parlò di “vere e proprie bombe ecologiche” rappresentate dai rifiuti depositati illegalmente e accatastati in  vari  capannoni. Così chiusero i cancelli per evitare il perdurare di quella situazione.

Nei giorni seguenti abbiamo cercato di capire: il fuoco si era sprigionato nel piazzale retrostante il capannone che anni prima aveva ospitato l’attività del trattamento dei rifiuti; copertoni  plastiche, varie di auto e camion, freni, ecc. ad opera della SiF Trade. Quest’azienda autorizzata dalla Provincia dopo  circa 2 anni da suo insediamento falli e abbandonò una marea di rifiuti accatastati nel piazzale retrostante  il capannone, cosa che gli abitanti della Piana di Macchia  segnalarono con preoccupazione, ma inascoltati.  

Alcuni mesi dopo l’incendio, manco a dirlo, in quel capannone del SITO SIN di Manfredonia la Provincia di Foggia, rilasciò una nuova autorizzazione per il trattamento e recupero di Rifiuti Speciali (ferrosi) non pericolosi, da parte dell’impresa South Metal Corporation Srl.

Ovviamente ne denunciammo subito la pericolosità, giacché non è detto che i rifiuti speciali non pericolosi non possano essere di natura inquinante per giunta in un Sito SIN, dove è in atto una bonifica complessa e lontana dalla sua conclusione.

Ora la storia si ripete. Da mesi ormai questa attività tormenta i sonni degli abitanti della Piana  di Macchia, da quando la quantità dei rifiuti accatastati nel piazzale retrostante il capannone della Metal Corporation divenne una montagna visibile dalla Statale Garganica 89. Così lanciarono l’allarme e ci invitarono ad osservarla. I media ne parlarono, Intervenne la Guardia Costiera, fu decretato il sequestro, ma il giorno dopo ci segnalarono che la risoluzione del problema veniva affidata a un compattatore che li schiacciava, distribuendoli ordinatamente nel piazzale (vedi foto n° 1) per allontanarli dalla vista di occhi indesiderati.

Un ulteriore sopralluogo di qualche giorno fa ci ha mostrato un piazzale pieno, oltre ogni dire, di rifiuti di ogni tipo: plastica, pezzi di stoffe, cassette ecc. (foto n° 2)

Tante le domande che sorgono spontanee.

Dove finisce il percolato che si forma con la pioggia?

Quale il destino di questi scarti dei rifiuti? Un accumulo infinito fino all’altezza del muro di cinta per poi alzarlo fino al tetto del padiglione? E poi?

Cosa prevede il progetto approvato circa i resti dei rifiuti non recuperabili? E’ prevista la destinazione a un inceneritore? I costi sono in capo alla Metal Corporation o cadranno sulla collettività di Manfredonia?

Chi si occupa di far rispettare le 51 (tante) prescrizioni previste per il progetto approvato?

Ancora ci chiediamo, e vorremmo una risposta, se la bomba ecologica di cui parlava il sindaco D’Arienzo sia stata disinnescata.

Siamo preoccupati che le conseguenze della nostra  civiltà dei consumi, o meglio dei rifiuti, possa riversarsi non solo nel sito ex EniChem, ma un domani anche nel territorio circostante, utilizzando nuovi progetti come l’impianto di produzione del biogas dai rifiuti organici, già approvato alcuni mesi fa – ovviamente ancora dalla Provincia di Foggia, malgrado la vincolistica – in località Beccarini, una delle terre più produttive della capitanata e del territorio di Manfredonia, dove oltre a occupare territorio prezioso, temiamo potrà diventare un grande inceneritore di rifiuti, come riportato da alcune riviste, come “Terra Nuova”.

E così la Provincia continua ad alimentare la preoccupazione di questa terra  già martoriata dalla storia EniChem, nel silenzio di tutti.

Si allegano foto:

n° 1-  1003 mostra il compattatore in azione a novembre 2025;

n° 2 – 1061  mostra il notevole ampliamento spaziale e in altezza della massa dei rifiuti a febbraio 2026

Manfredonia, 3 marzo 2026

Associazioni e  personalità impegnate nel sociale e nella difesa dell’ambiente:

LIPU Puglia Presidente Enzo Cripezzi;

Associazione Politico Culturale Manfredonia Nuova, Presidente Iolanda D’Errico;

Touring Club Italiano -Club di Territorio di Foggia Presidente Avv. Michela D’Onofrio

ITST Istituto tecnico Superiore Per l’Industria dell’Ospitalità e del Turismo Allargato, Coordinatrice

Avv. Michela D’Onofrio;

CAONS – Comitato Associazioni Operanti nel Sociale Presidente ing. Matteo Starace;

Fareambiente Puglia Presidente Francesco Bacchelli;

Italia Nostra Gargano Terre dell’Angelo Presidente Michele Conoscitore;

CittadinanzaAttiva Referente per Manfredonia Eleonora Pellico;

Archeoclub Manfredonia Presidente Angela Quitadamo;

ISDE Italia provincia di Foggia Presidente Renato Sammarco;

FIDAS Presidente sig.ra Raffaella Ognissanti;

Società di Storia Patria per la Puglia- Manfredonia Presidente Dott. Lorenzo Pellegrino

Dott. Maria Gioia Sforza Consigliera Nazionale di Italia Nostra;

Prof. Michele Illiceto, teologo e scrittore

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]