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Manfredonia, è giunto il tempo di pensare al futuro

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MANFREDONIA  QUALE  FUTURO?

Pensieri e idee  per una Città migliore 

 Aldo Caroleo,Siponto, Maggio  2024

(Ripropongo  questo mio contributo ,in un momento in cui , in vista delle prossime elezioni , vedo un grande fermento  in città. Lo faccio  ,come mio solito,libero da qualsiasi impegno di  tipo politico e quindi  di esprimere liberamente il mio pensiero  per  dare il mio contributo di idee e di esperienze sempre rivolte al bene di questa Citta’ che mi ha accolto , che  amo e a cui sono sempre riconoscente.)

“L’esperienza, amara, del  Coronavirus che avrebbe dovuto cambiare diversi modi di pensare e agire , ci deve indurre a riflettere su quello che dovrebbe essere il panorama di questa Città dopo  questa crisi, e pensare con molta determinazione ,col coinvolgimento di tutti gli attori della città, ovverosia   di tutti i cittadini manfredoniani e non che, come me, hanno vissuto e vivono in questa bellissima città.

“Io ho un sogno” ,diceva Martin Luther King e questa frase ha occompagnato tutti coloro che vorrebbero che i sogni si realizassero.

Questa città deve ripartire dalle sue potenzialità nascoste o volutamente nascoste

ma che costituiscono il  suo vero punto di forza.

Deve  comunque per prima cosa, cambiare l’atteggiamento negativo, deleterio   di quella parte dei cittadini che continuano a non rispettare questa città: in primo luogo, lo scarso senso del rispetto del suo ambiente, continuando a sporcare ,depositando rifiuti di ogni dove, non rispettando le regole più comuni del vivere civile.

Questo si riflette,purtroppo, anche nella scarsa sensibilità e dallo scarso controllo del territorio vastissimo che ricade  nel Comune di Manfredonia  che sta diventando una vera e propria seconda  “ terra dei fuochi” con lo scarico abusivo e incontrollato di decine di tir carichi di ecoballe e di altri rifiuti speciali e tossico nocivi.

Lodevole è il grande pregevole lavoro che stanno conducendo le Guardie Ambientali del Gen. Giuseppe Marasco e dei suoi Volontari che denunciano questo fenomeno e che a quanto sembra non interessi nessuno : ecomafie docet?

E quando si muoveranno le autorità preposte? O aspettiamo che Manfredonia venga di nuovo identificata come una città avvelenata? (arsenico docet).

Occorre,per questo,  partire dai giovani  che non devono sentirsi impuniti quando lasciano dappertutto i resti dei loro incontri  notturni. Per le scritte sui muri anche quelli storici….per loro dovrebbero pagare i genitori per i danni apportati,così come il rispetto dei parchi giochi per i bambini ,le panchine, ecc.molto spesso vandalizzati: quindi educazione e rispetto delle regole più comuni.

La Città deve ripartire dal suo ambiente e dalla sua storia: dal suo paesaggio rurale, dai suoi momumenti, e, soprattutto, dal suo MARE  che deve essere restituito alla Città, avendo il coraggio di togliere quelle strutture  che sul Nazario Sauro tolgono alla cittò la vista e l’uso del suo mare. Città come Trani, Bisceglie, Molfetta, Giovinazzo, Monopoli, ecc. vivono del loro mare e mai lì si sarebbero sognati di togliere quella meraviglia di lungomare, senza soluzioni di continuità che va dalla pineta di Siponto fino alla spiaggia Diomede ed oltre.I Turisti rimarrebbero ammirati e  osservando quel magnifico Golfo , i contrafforti del Gragano con Monte S.Angelo fino a Monte Saraceno…Pensate se il Carnevale di svolgesse dal lungomare del Sole da Siponto a tutto il Nazario Sauro: altro che Viareggio!

Il Mare deve essere l’opportunità  balneare,  della pesca, del turismo in barca attraverso gli  itinerari della costa garganica che da Manfredonia porta a Vieste se non addirittura a Peschici e quindi alle Tremiti.

Qualcuno, finalmente, come Dauniatur lo sta facendo, ma bisogna fare di più,coinvolgere, come fanno in altre parti, i pescatori.

E poi le Chiese e i Monumenti.

Occorre cambiare completamente metodo   per la fruibilità e la gestione della cultura  storico religiosa.

Manfredonia vanta una storia bimillenaria: è stata con l’Antica Siponto, uno dei punti di riferimento  della civiltà dal Paleolitico fino ai giorni nostri: da qui è passata la Storia con la esse maiuscola: dal Neolitico di Grotta Scaloria Occhiopinto(sempre chiusa),a Coppa Nevicata(idem), ai villaggi della Daunia,dalla Siponto Romana e medievale fino a quella dei nostri giorni : un susseguirsi di straordinarie testimonianze che sono purtroppo  note più al di fuori di questa Città, piuttosto che da tanti  manfredoniani che le ignorano: dalle lamine litiche di Coppa Nevicata, alle Stele Daunie,dall’anfiteatro Romano di Siponto ancora sotterrato, allo splendore della Basilica di santa Maria Maggiore di Siponto: esempio di unione e fusione di civiltà scolpite indelebilmente su quelle sacre pietre,

e la sua magnifica Cripta: una delle più straordinarie di tutto il panorama romanico pugliese e non solo.

E  San Leonardo di Siponto(sempre aperta grazie ai Padri Ricostruttori della Preghiera), esempio di incrocio di culture e  stili che tutto il mondo ci invidia e che al di là del fenomeno solare, per il resto è ignota  a molti .

Da qui la Fede Cristiana e  il Marianesimo si  sono diffusi,anche attraverso il contributo del Sacrificio dei tanti Martiri Sipontini: da qui, con Lorenzo Maiorano è partita quella grande stagione ,ancora viva, dei pellegrinaggi alla Sacra Grotta di San Michele a Montesantangelo,sulla Montagna del Sole. E poi le altre chiese di Manfredonia, che hanno continuato il percorso della Fede dopo la Siponto Antica : gioielli nascosti come San Francesco, Santa Maria delle Grazie, Santa Chiara, e la spendida rinascimentale San  Matteo, San Domenico con la Cappella della Maddalena, altro gioiello, e lo splendido Barocco di San Benedetto: un patrimonio che se fosse in un’altra città sarebbe valorizzato semplicemente tenendolo aperto.

Chiese piene di opere insigni: Le Icone della Sipontina e della Madonna di Siponto, il Crocifisso ligneo di San Leonardo,gli affeschi e e le sculture , gli altari le tele, le satue gli ornamenti ,le suppellettili che non hanno nulla da invidiare a nessuno. Testimonianze sempre vive di un glorioso passato,ma  inspiegabilmente  nascoste perché sempre chiuse agli occhi e al cuore di chi ama l’Arte e la Storia e la Fede.

E le torri, le mura,il Castello, i Paazzi nobiliari  purtroppo violentati nel tempo ma ancora orgogliosamente belli e imponenti.Basterebbe aprire solo gli androni di ciò che è rimasto e sarebbe anche già tanto.

E vogliamo parlare della Mafredonia sotterranea, ancora inesplorata e che sicuramente riserverebbe straordinarie sorprese? Ci ha pensato qualcuno,a questa città sotto la Città?.

E poi  questa città vanta una unica,  eccezionale preziosità: gli invasi Lagunari del Lago Salso:550 ettari di parte umida con una biodivesità unica e una storia unica : sono ciò che ancora rimane dell’immensa Laguna ;chi in altri luoghi potrebbe dire: qui  cacciava col falcone lo “Stupor Mundi”, il grande Federico II di Svevia che definiva questi posti “Luce dei miei occhi”e in questi luoghi osservava e scriveva il “De Arte venandi cum avibus”…ma che non sono fruibili: altra bestemmia!

Lodevole l’iniziativa della Riservetta (o Laguna del Re) che peraltro sta giustamente ottenendo un bel successo: ma pensate, e spero che ciò avvenga al piu’ presto,che questa esperienza sia moltiplicata  enne volte con l’apertura dell’Oasi del  Salso : 550 ettari di parte umida : un vero paradiso e io ho avuto il privilegio, negli anni ottanta a partecipare ad un progetto per la valorizzazione e a vivere quegli spettacoli di immensa bellezza adesso abbandonati a se stessi.

Ma su questo conto, se  chi mi  legge avra pazienza, di parlarne in maniera più approfondita. Tornando al punto  iniziale:

 Deve   cambiare radicalmente il modo di  pensare ad una città come è stato fino a questo momento, se non si vuole che la città muoia definitivamente.

E questo nuovo modo di  progettare  deve venire innanzi tutto dai cittadini che devono rispettarla.

Dagli operatori culturali che non si devono trincerare dietro a qualche convegno o Premio, ma devono essere in primo luogo operatori attivi sul territorio.

Dalla Curia e, conseguentemente dai Parroci che devono tenere aperte le chiese per renderle visitabili a quelli che verranno a visitare la Città,così come lo splendido Museo Diocesano che è anch’esso poco fruibile..

Ai proprietari dei Palazzi Storici. che devono poter  rendere visitabili almeno gli androni dei palazzi.

Alle Scuole di ogni ordine  e grado che devono lavorare molto di più sulla cultura del territorio, sulle attività artigianali ormai dimenticate, sull’ambiente, insomma su tutto quello che è il  “sapere” del territorio, per non disperdere un patrimonio culturale che sta scomparendo e fare il punto sulle grandi possibilità economiche e di sviluppo occupazionale,che questo patrimonio antico può ancora dare.

Agli operatori turistici Pro Loco, ecc. che devono promuovere con tutte le loro capacità le potenzialità di Manfredonia e Siponto , non solo pensando al Canevale o altre saltuarie iniziative che poi hanno solo carattere semplicemente territoriale.

E qui devo  soffermarmi sull’operato del Polo Museale che tiene strette le chiavi della parte più importante della cultura locale . Il Museo di Manfredonia è uno scrigno che contiene delle preziosissime perle della cultura locale: dalla Sala delle Stele Daunie alle Sale del Neolitico, alla Sala dei reperti del mare ,al Lapidario con reperti della Siponto Romana e Medievale e tanto altro   ancora..

Chiediamo con forza al Parco Archeologico di tenere aperta la Cripta (o Chiesa inferiore) della Basilica di Santa Maria Maggiore, tenuta inspiegabilmente chiusa e adducendo motivazioni quanto meno discutibili..

 Bisognerebbe  finirla col “mantra” della burcrazia o della  massima  sicurezza, occorre invece che ognuno   deve prendersi delle responsabilità e se non lo vuole o si sente di non poterlo  fare,  dia la possibilità ad Associazioni di Volontariato senza fini di lucro,assicurate e certificate  a tenere aperti i siti rendendoli fruibili al turismo religioso, culturale, scolastico,ecc.

Per anni, dieci volontari scelti dal Rettore della Basilica ,abbiamo tenuto aperte,mattina e pomeriggio, la Chiesa superiore, la Cripta e pulito le Basiliche paleocristiane del V e del VI Sec. su domus romana,poi ricoperte  per far posto ad una   struttura in rete metallica avulsa (secondo me e non solo), dal contesto storico del luogo.. I Registri dei Visitatori  di quegli anni,più di dieci,ne danno testimonianza..

Con molta modestia la Sede del l’Archeoclub di Siponto, onlus, che mi onoro di aver fondato,ha reso fruibili in maniera del tutto gratuita gli Ipogei di Santa Maria Regina di Siponto,e quelli di Scoppa nella Pineta di Siponto.Li abbiamo riportati alla luce dopo ottanta anni di incuria e di abbandono e di degrado, e abbiamo dato  l’occasione a tutti di poterli ammirare, fermi restando gli accorgimenti di natura antinfortunistica ,ora ripiombati nell’oblio e letteralmente fatti  tombare  da chi dovrebbe essere preposto per tenerli aperti e non nel degrado)  .

 Di tutto questo ho dato conto come ex Presidente,  in un Convegno : “ La Siponto Antica nascosta ( e le verità taciute)” . E sono sempre pronto a ridarne dimostrazione).

(Altra , inspiegabile chiusura è quella del sito ipogeico più vasto della costa adriatica: Gli Ipogei di masseria Capparelli, riqualificati e poi di nuovo chiusi  senza che nessuno si sia interessato di ricercare le cause di questa chiusura e comunque di farli riaprire).

(E’ giusto specificare  che ho lasciato l’Archeoclub onlus  (2012-2021)  ad una nuova realtà: l’”Archeoclub Siponto,Manfredonia Montesantangelo aps” che opera secondo le proprie Idee e programmi.)

Abbiamo,,come ex Onlus, fatto scuola di storia e archeologia locale ,nella nostra Agorà Sipontina all’aperto, a centinaia di ragazzi delle scuole,abbiamo fatto loro respirare il profumo della storia che quelle pietre emanano, a centinaia di gruppi di visitatori che trovavano altri siti chiusi, e ne siamo orgogliosi: non  abbiamo mai detto no a nessuno. E grazie anche alla disponibilità della Fondazione Melillo,abbiamo dato anche la possibilità di visitare  il Museo Etnografico Sipontino che dovrebbe essere meglio e più considerato .Abbiamo allora inviato anche alle sedi competenti: Comune di Manfredonia, Consorzio per la Bonifica di Capitanata, Soprintendenza  delle Belle Arti, una proposta prgettuale per la realizzazione nella Pineta di Siponto e nel suo intorno, di un grande  PARCO VERDE ARCHEOLOGICO , recintato degnamente e con gli ingressi cotrollati.

Analogamente dovrebbero fare altre Associazioni di puro volontariato, soprattutto di pensionati ,socialmente utili……, che potrebbero tenere aperti quelle chiese e quei Palazzi storici  e spalancare alla conoscenza queste straordinarie gemme di bellezza e di cultura che aspettano solo di essere ammirate.E vedrete, ne sono sicuro, quanto ne guadagnerà Manfredonia in prestigio ma anche in benessere.

In definitiva Manfredonia è come una bellissima donna che aspetta solamente di essere compresa ,rispettata e, soprattutto, AMATA.

E che poi ricambierà   l’amore dei suoi figli , come ha sempre fatto nella sua gloriosa storia….

Aldo Carole

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Redazione

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