Magno: “L’insano gioco del clientelismo”

Nonostante sia ora evidente a tutti dove ci ha portato il gioco delle promesse e dell’inganno, che ha consentito ad una classe politica di galleggiare su un consenso drogato e deleterio per la città, la consuetudine continua. Due soli esempi, per quanto piccoli, piccolissimi, per dimostrare come la popolazione di Manfredonia sia stata, in tutti questi anni, soggiogata, per avere ottenuto o nella speranza di ottenere il fatidico “favore”, annullando per questo la propria capacità di partecipazione alla vita democratica e rimettendo tutto in mano ai terminali della politica, arroganti quanto ingannevoli. Solo così si può giustificare l’ascesa al potere cittadino, per tanti anni, dell’Amministrazione più scalcagnata che si ricordi a memoria d’uomo. Il primo esempio riguarda tredici lavoratori beneficiari del reddito di cittadinanza (RED), con il compito di essere impegnati presso l’ASE. Il Reddito di Dignità, previsto dalla Legge Regionale, è una misura di integrazione del reddito, a cui possono accedere tutte le persone che si trovino in difficoltà economiche e in condizioni di fragilità sociale. Ma non è solo uno strumento di contrasto alla povertà, è anche un supporto a un percorso più ampio d’inclusione sociale e di accesso a nuove opportunità di inserimento lavorativo.

 

In questo percorso individuale, l’aiuto economico, quale indennità per la partecipazione a un tirocinio o ad altro progetto di sussidiarietà, è di sicuro importante, ma è anche una delle componenti del patto di inclusione sociale attiva, che prevede un supporto formativo alla persona, connesso alle specifiche situazioni di bisogno. Invece questi undici lavoratori, al costo di quattrocento euro al mese, sono stati subito messi dietro i camion della spazzatura a fare il lavoro di qualsiasi altro dipendente, senza corsi formativi, senza corsi teorici e di igiene pubblica, senza apprendistato per l’inserimento nel mondo del lavoro, tacitando queste persone con promesse di stabilizzazione che chi le faceva già sapeva di non poter mantenere. Altro esempio, sotto gli occhi di tutti. La Regione Puglia, ha deciso che, per incentivare la stabilizzazione degli Lsu, sarà consentito ai Comuni che abbiano disponibilità di posti in dotazione organica, di assumere sia a tempo pieno sia parziale, in deroga al blocco delle assunzioni previsto dal patto di stabilità, con la possibilità di utilizzare le risorse regionali previste per la stabilizzazione. La stessa Regione, seguendo le direttive della legge 125/2013, che detta “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”, ha predisposto un elenco regionale dei suddetti lavoratori, ai fini dell’assunzione, in cui far confluire gli stessi lavoratori, ordinandoli secondo criteri che contemperassero l’anzianità anagrafica, di servizio e i carichi familiari. L’Amministrazione comunale deve stabilizzare un certo numero di Lavoratori Socialmente Utili, da 5 a 11 addetti ai servizi comunali. E cosa hanno pensato i nostri baldi amministratori? Di utilizzare questa graduatoria regionale, da cui trarre una propria graduatoria comunale? Neanche per sogno. Da notizie raccolte, sembra si voglia selezionare gli operatori LSU, per i pochi posti disponibili, ad un colloquio orale, con commissione nominata dal Comune, ch’è tutto dire, per la scelta dei pochi previlegiati che avranno finalmente un posto stabile. Che non entrino anche questi posti nel novero delle spartizioni di questi giorni, per mettere le stampelle alla poltrona del Re? Ed i sindacati cosa dicono? Spero non partecipino anch’essi alla sospetta spartizione, per continuare con la giostra delle promesse e far sì che il popolo, con questi continui miraggi, continui ad essere non cittadino ma suddito.

 Prof. Italo Magno Consigliere Comunale




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