Cronaca Estera

Maduro in carcere, la Cina chiede la liberazione immediata

La Cina chiede agli Stati Uniti di liberare immediatamente Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores. Pechino definisce l'operazione americana una "chiara violazione del diritto internazionale" e chiede garanzie sulla sicurezza del presidente venezuelano detenuto nel carcere federale di Brooklyn.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

La crisi diplomatica innescata dall’operazione militare americana in Venezuela si aggrava di ora in ora, con la Cina che entra a gamba tesa nella disputa internazionale. Il ministero degli Esteri cinese ha rilasciato una nota durissima chiedendo agli Stati Uniti di “liberare immediatamente” il presidente Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores, catturati nella notte tra il 2 e il 3 gennaio durante il blitz delle forze speciali americane. Pechino ha definito l’attacco una “chiara violazione del diritto internazionale” e ha chiesto formalmente garanzie sulla sicurezza personale della coppia presidenziale. Il portavoce del ministero degli Esteri ha dichiarato: “La Cina chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza personale del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, di rilasciarli immediatamente e di fermare i tentativi di rovesciare il governo legittimo del Venezuela”.

La detenzione nel carcere di Brooklyn

L’ex presidente venezuelano è attualmente detenuto nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, la stessa struttura federale che ha ospitato detenuti di alto profilo come Joaquín “El Chapo” Guzmán, il rapper Sean “Diddy” Combs e Ghislaine Maxwell. Maduro e la moglie sono stati trasportati in elicottero dalla base della Guardia Nazionale Aerea Stewart a Newburgh fino all’eliporto Westside di Manhattan, prima di essere trasferiti negli uffici della DEA e infine nel carcere federale. La reazione cinese si aggiunge a quella di Russia e Iran, che hanno condannato fermamente l’operazione americana. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito l’attacco “un chiaro esempio di terrorismo di Stato”, mentre l’ambasciatore russo a Caracas, Serghei Melik-Bagdasarov, ha dichiarato che la situazione nella capitale venezuelana è “tranquilla e sotto il controllo delle autorità”. Almeno 40 persone sarebbero morte nell’attacco, tra civili e militari. La Corte Suprema del Venezuela ha nel frattempo ordinato alla vicepresidente Delcy Rodríguez di assumere ad interim la presidenza del Paese, senza però dichiarare Maduro definitivamente decaduto. La premier italiana Giorgia Meloni non ha ancora commentato direttamente la richiesta cinese, mentre Musk ha annunciato internet gratuito per i venezuelani tramite Starlink.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]