L’on. Tasso interroga il Mit sul porto alti fondali

Ha riguardato la situazione del Porto Alti Fondali di Manfredonia, l’interrogazione presentata dal deputato Antonio Tasso (MAIE) al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, a cui ha risposto il Sottosegretario Roberto Traversi, durante la seduta svoltasi il 20/11 in IX commissione. Tasso sollecita informazioni circa il futuro di una infrastruttura fondamentale per un rilancio dell’economia del territorio e per la costituzione della ZES Adriatica.

Entro fine anno – secondo la comunicazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale – verrà completata la verifica delle condizioni della struttura per poter individuare le azioni più opportune per la sua piena fruibilità. Di seguito il testo completo della interrogazione e relativa risposta:

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03162 presentato da TASSO Antonio testo di martedì 19 novembre 2019, seduta n. 262 TASSO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che: • la sicurezza e l’attività manutentiva — ordinaria e straordinaria — rappresenta una delle maggiori criticità delle infrastrutture italiane; • le infrastrutture portuali non sono esenti da tale problematica; • strutture nevralgiche per l’economia nazionale, da un lato, vengono escluse da programmazioni tecnico-economiche e, dall’altro, vedono depauperare le proprie potenzialità; • il recente rapporto Svimez prevede una recessione per il Sud, con un decremento del prodotto interno lordo dello 0,3 per cento che, di fatto, allarga i divari di sviluppo tra le aree del Paese; • il traffico marittimo occupa un posto sempre più rilevante e apre scenari nuovi per uscire dalla crisi; • in Puglia lo schema della rete infrastrutturale è stato solo parzialmente realizzato in forma coerente con il disegno che prefigurava la creazione di un sistema Puglia integrato con le aree più forti del bacino Mediterraneo; • sin dalla sua costruzione (1976) al Porto Alti Fondali (industriale) di Manfredonia, non è stato praticato nessun intervento manutentivo di particolare rilevanza; • nel 1990 questa struttura venne dotata di nastri trasportatori di merci, un investimento di circa 80 miliardi di lire che lievitò con il tempo a 160. Non saranno mai nemmeno collaudati; • diversi tecnici interpellati sono concordi sul fatto che: «Il Porto alti fondali di Manfredonia è un’opera da salvare, poiché realizzata in modo futuristico rispetto ai tempi della sua ideazione, così come i nastri trasportatori, sarebbe un peccato ed un costo eccessivo eliminarli, occorrerebbe un concorso di idee per il loro riutilizzo, scelte che farà chi di dovere»; • l’imprenditoria locale ha fatto affidamento sull’infrastruttura, consolidando i traffici connessi all’agricoltura, attirando traffici commerciali innovativi — come quelli della «green wind energy» — e cercando di sviluppare traffico turistico con navi crocieristiche; • i lavoratori portuali ed i cittadini di Manfredonia chiedono con forza di non dover scegliere tra diritti costituzionalmente garantiti come il diritto al lavoro e quello alla salute, declinato nell’accezione della sicurezza sui luoghi di lavoro –: • quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, a sostegno di un’opera strategica per tutta l’area economica dell’Alta Puglia, del Molise e della Basilicata, anche in considerazione dell’attuazione della Zona economica speciale adriatica che, senza il porto, vedrebbe venir meno il requisito legale per la sua costituzione. (5-03162) T

ESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA ILLUSTRATA DAL SOTTOSEGRETARIO ON. ROBERTO TRAVERSI: In relazione al quesito posto, l’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Meridionale ha rappresentato quanto segue: Considerate le restrizioni e le limitazioni all’uso del Bacino Alti Fondali imposte nel tempo – su tutte con una Ordinanza della Capitaneria di Porto del 2002 – basate su studi e approfondimenti tecnici del competente Provveditorato alle Opere Pubbliche, l’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Meridionale si è proposta di perseguire, con riguardo alle opere strutturali, i seguenti obiettivi: 1) inquadrare le opere in esame nell’ambito delle vigenti normative tecniche che disciplinano la valutazione della sicurezza strutturale; 2) adottare i provvedimenti per l’adeguamento delle opere in termini strutturali; 3) stimare l’evoluzione dei fenomeni di degrado; 4) stabilire l’idoneità dell’opera all’esercizio dell’uso al quale è attualmente soggetta; 5) valutare la congruità dei costi previsti nel progetto definitivo del 2009, tenuto conto dello stato delle strutture e della nuova disciplina normativa in vigore. L’ultimo progetto deputato al recupero strutturale dell’opera denominato “Progetto definitivo degli interventi di straordinaria manutenzione alle opere strutturali del Porto Isola di Manfredonia”, datato 2008, sempre a cura del competente Provveditorato, non è stato favorevolmente valutato dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici. Per affrontare tale problematica, considerata l’estrema complessità delle attività richieste, è stato affidato apposito incarico di consulenza professionale specialistica per le valutazioni sulla sicurezza strutturale delle opere in argomento. Sono quindi in corso una serie di verifiche documentali e strumentali su ogni componente strutturale, al fine di poter finalizzare gli obiettivi su esposti. Al termine delle verifiche, previsto per la fine del corrente anno, l’Autorità sarà in grado di individuare le opportune azioni da intraprendere sia per il mantenimento delle attuali condizioni d’uso che per il superamento delle restrizioni vigenti. Infine, quanto alla realizzazione di un nastro trasportatore da parte del locale Consorzio ASI, opera mai collaudata, non funzionale e mai consegnata, l’Autorità di Sistema Portuale ha rappresentato di essersi adoperata nei confronti del Consorzio ASI per la sua rimozione.




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