L’articolo di Giovanni Ognissanti su Grotta Scaloria produce effetti

L’articolo di Giovanni Ognissanti su Grotta Scaloria produce effetti
In questi giorni si è discusso di Grotta Scaloria e della candidatura UNESCO delle Grotte carsiche della Puglia preistorica, rilevando come tra i Comuni coinvolti non figuri Manfredonia. La delibera regionale n. 1970/2025 individua infatti una prima lista di Comuni e siti dalla quale Manfredonia e Grotta Scaloria risultano assenti. Si tratta di una grave dimenticanza da parte della Regione Puglia, che ha comportato il mancato coinvolgimento del nostro territorio nella fase iniziale del percorso.
Il dibattito sollevato dalla stampa locale ha avuto un effetto utile, perché ha portato l’attenzione su un’assenza oggettiva. Per questo mi sono attivata immediatamente: nelle scorse ore ho inviato una comunicazione ufficiale alla Regione Puglia per segnalare il valore scientifico e culturale di Grotta Scaloria e chiederne l’integrazione nel percorso di candidatura, possibilità prevista dalla stessa delibera regionale.
È importante chiarire che l’attenzione dell’Amministrazione su Grotta Scaloria non nasce oggi. Sin dall’inizio del mandato è stato riavviato il progetto del Parco di Grotta Scaloria, rimasto fermo per anni nonostante un finanziamento regionale già assegnato nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana risalente all’amministrazione Riccardi, con l’allora assessore all’Urbanistica Matteo Ognissanti.
Sul piano amministrativo, dopo un lungo periodo di stallo, l’assessore all’Urbanistica, Giovanni Mansueto, ha affrontato e risolto una situazione complessa, consentendo finalmente di passare dalla carta agli interventi concreti. Il Consiglio comunale ha quindi concluso l’iter necessario alla realizzazione del Parco di Grotta Scaloria.
Parallelamente, in questi mesi è stato portato avanti un lavoro di natura scientifica e culturale, coinvolgendo soggetti qualificati come l’Istituto Italiano di Archeologia Sperimentale, con l’obiettivo di restituire al sito una lettura rigorosa, fondata e accessibile, all’altezza della sua rilevanza.
Grotta Scaloria è un sito noto alla comunità scientifica internazionale da decenni ed è direttamente legato a figure centrali dell’archeologia del Novecento, come Marija Gimbutas. In questo luogo la Gimbutas ha condotto ricerche decisive sui rituali neolitici legati all’acqua e alla dimensione del sacro, e agli scavi del sito ha lavorato anche l’archeologa Eugenia Isetti, oggi nuovamente coinvolta dall’Amministrazione nelle attività di studio e valorizzazione. Una continuità scientifica fondata su ricerca sul campo, esperienza diretta e progettualità.
Colgo l’occasione per annunciare la presenza di Grotta Scaloria alla Biennale Arte di Venezia 2026, in programma dal 9 maggio al 22 novembre. Il Padiglione della Lituania renderà infatti omaggio all’eredità scientifica di Marija Gimbutas con un progetto incentrato su Grotta Scaloria, “tempio dell’acqua” e luogo emblematico delle ricerche sulla dimensione rituale legata alla fertilità, al simbolismo del femminile e al rapporto tra uomo e natura. Un riconoscimento di livello internazionale che restituisce al sito di Manfredonia la centralità che merita nel dibattito culturale e scientifico contemporaneo.
La valorizzazione del patrimonio non si improvvisa. Richiede tempo, competenze, responsabilità e la capacità di intervenire quando emergono omissioni. È ciò che stiamo facendo, con serietà e amore per il nostro territorio.
Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura