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“La Tavola dei Morti”


La sera di Ognissanti a Manfredonia (come in molti altri paesi del sud Italia), esiste tutt’oggi l’usanza di imbandire la tavola per cena per la visita dei cari defunti, completa di pane vino e acqua, per permettere ai morti che faranno visita alla casa di rifocillarsi. Secondo le credenze popolari si racconta che, durante la notte, questi ultimi tornavano dall’oltretomba, attraversando un viaggio lungo e faticoso che li separa dal mondo dei vivi, e perciò avrebbero dovuto rifocillarsi. Sul tavolo insieme alla cena viene lasciato anche un bicchiere d’acqua con all’interno una foglia di alloro o un ramoscello di ulivo per la benedizione finale della casa.
Più grande ed invitante sarà il banchetto, maggiore sarà la possibilità che i defunti restino in casa fino al giorno dell’Epifania.
Da vecchi racconti, l’indomani, pare che il cibo preparato per deliziare i propri defunti come per magia sparisse: alcuni anziani in merito raccontano che, avendo vissuto in povertà, da bambini approfittavano di questa tavola imbandita per fare furtivamente la cosiddetta “scorpacciata” nelle ore notturne.

Questa usanza viene ripetuta anche la notte dell’Epifania, giorno in cui le anime dei defunti rientrano nell’oltretomba, come da credenze popolari.

Di Luigi Guerra

Redazione

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