
LA PUGLIA CHE NUTRE LA PUGLIA
Per un patto di civiltà tra Istituzioni e Settore Primario
Come ALPAA, diamo voce a chi ogni giorno tiene in piedi la Puglia reale: piccoli produttori, allevatori, pescatori. Sono loro a custodire la qualità del nostro cibo, la biodiversità dei territori, la cultura materiale delle comunità. Eppure oggi vivono una condizione di fragilità strutturale.
Nonostante le piogge abbondanti, la nostra regione continua a soffrire per la mancanza di invasi e infrastrutture capaci di trattenere e distribuire l’acqua. La logistica è frammentata, i costi di carburante e materie prime crescono in modo esponenziale, l’inflazione erode i margini, mentre la concorrenza di prodotti esteri privi degli stessi standard ambientali e sociali mette fuori mercato chi lavora nel rispetto delle regole.
È una tempesta perfetta che schiaccia il lavoro dignitoso e premia il profitto globale.
Queste criticità richiedono interventi strutturali, investimenti e scelte di lungo periodo.
Ma c’è un altro fronte, immediatamente attivabile, su cui possiamo intervenire da subito: promuovere il territorio, valorizzare il cibo locale e tutelare la salute delle persone attraverso le scelte della Pubblica Amministrazione.
Su questo fronte esiste già una buona intesa istituzionale: le intese sottoscritte tra Regione Puglia e ANCI – dalla prima del 2010 fino al più recente protocollo del 2025 -, nato per favorire la filiera corta, valorizzare i prodotti locali e orientare le mense pubbliche verso un modello più sano, più giusto e più vicino ai territori.
Questo protocollo non risolve del tutto la “tempesta perfetta”, ma interviene su un aspetto decisivo: come la spesa pubblica può sostenere i produttori locali e migliorare la qualità del cibo destinato a scuole, ospedali, servizi pubblici e ogni Struttura Istituzionale della Pubblica Amministrazione. Tuttavia anche le partecipate statali che operano sul territorio potrebbero osservare e/o aderire a questa intesa, contribuendo a fare rete e rafforzare un modello di sviluppo che valorizza concretamente la Puglia. Si tratta di accordi che devono tracciare una visione condivisa e, soprattutto, esigibile per lo sviluppo altrimenti rischiano di restare buone intenzioni. Ed è qui che si misura la civiltà delle Istituzioni: non nella firma degli accordi, ma nella capacità di farli vivere nei territori, di trasformarli in scelte quotidiane, in bandi concreti, in procedure che non escludano chi produce qualità ma lo mettano finalmente nelle condizioni di poter partecipare. Una civiltà delle Istituzioni si vede soprattutto quando un accordo diventa pratica, quando un impegno diventa diritto, quando un territorio viene riconosciuto come valore e non come slogan.
La piattaforma ALPAA, in rappresentanza delle legittime aspettative dei piccoli produttori, che rappresentano circa l’80% degli addetti, nasce per questo: trasformale un protocollo in pratica quotidiana, con i seguenti obiettivi:
- Esigibilità Universale – l’accordo di cui trattasi deve diventare realmente applicato e la filiera corta non può essere un’opzione ma un obiettivo;
- Lotti di prossimità – le forniture devono essere suddivise in lotti accessibili alle piccole aziende. Il pescatore del territorio deve poter rifornire la mensa del suo Comune. L’allevatore deve poter servire la ASL della sua area.
- Valore Sociale, stagionalità e trasparenza – I bandi devono premiare qualità, tracciabilità, stagionalità e impatto Sociale, non solo il prezzo. Serve un monitoraggio pubblico dell’effettiva presenza di prodotti locali nei piatti dei Cittadini.
- Hub Logistici e Territoriali – Per rendere davvero accessibile la filiera corta, occorrono strutture Territoriali che permettano ai piccoli produttori di conferire i prodotti senza essere penalizzati da distanze, costi o carenze infrastrutturali.
Rendere esigibile il prodotto locale significa esercitare una forma concreta di sovranità alimentare.
Significa trasformare la spesa pubblica in un investimento sulla dignità del lavoro, sulla salute dei cittadini, sulla resilienza dei territori.
L’ALPAA chiede alle istituzioni di dare piena attuazione all’accordo Regione – ANCI e di trasformarlo in realtà quotidiana: nelle mense, nei bandi, nelle scelte amministrative.
La Puglia che nutre la Puglia non è uno slogan: è un progetto di civiltà.
Il Presidente ALPAA PUGLIA
Antonio Macchia


