fbpx
Spettacolo

La protesta silenziosa delle scuole di danza della città al nuovo DPCM

La protesta silenziosa di tutte le scuole di danza della città di Manfredonia al nuovo DPCM che ne impone la chiusura.

#VivodiDanza è l’hastag della protesta.

In effetti questo settore insieme al settore della cultura e dello spettacolo sono tra i settori che più stanno pagando da mesi queste restrizioni. Era necessario? Sarebbe forse bastato limitare gli accessi, aumentare le prescrizioni ed intensificare i controlli?

Pubblichiamo un testo che rende l’idea:

Quindi ricapitoliamo
Abbiamo sanificato le scuole di danza, ordinando anche l’acqua di Lourdes certificata dalla Madonnina,
stampato centinaia di fogli con certificazioni con ogni scadenza possibile, anche ipotizzando una attacco di dissenteria mondiale nel 2035
Abbiamo diviso in corsi, smistato, smembrato, fatto a pezzi una bambina troppo alta, impilato due troppo piccole, accorpato la terza età con la terza elementare e la terza media, fatto coppie da tre per corsi miseri
Abbiamo acquistato ogni tipo di dispositivo stronca germi, creato percorsi per entrare, uscire, sedersi, contenitori, sacchetti per gli indumenti, sacchetti per i sacchetti dove ci sono gli indumenti che sono nei sacchetti ( che uno nella fretta di uscire perché è scaduto il suo tempo di permanenza nella scuola di danza si veste direttamente con il sacchetto e butta via i vestiti)
Abbiamo comprato adesivi, cartelli, banner, frecce, colonnine gel, barriere, guanti, mascherine, copriscarpe, termoscanner, visiere, carrelli, scope, trasformando le sale in una succursale di Leroy Merlin
Abbiamo compilato ogni tipo di documento per la sicurezza, il garante della privacy, dei detersivi, il responsabile del termometro, il comandante in capo degli spogliatoi, il referente del gabinetto, il sovraintendente per la comunicazione dei protocolli per la spiegazione dei protocolli
In strutture particolarmente evolute, è stato nominato anche il “disinfetta intenzioni” per prevenire e arginare i pensieri sporchi
Dopo queste semplicissime procedure, tutti in sala per la lezione di danza, rigorosamente sul proprio bollino, dentro un quadrato, dopo aver diviso la superficie per il prefisso della propria città, moltiplicato per le gonadi del riccio di mare, buttato giù due muri e due sacramenti
Lezione di danza in diretta, in remoto, in piedi, sedute, l’importante è arrivarci, perché le maestre sono come “l’ Appeso” dei Tarocchi, e le allieve, dopo i percorsi obbligati, il gel anche nel salvapunte e piene di sacchetti, sembrano le valige nei tapirulan in aeroporto
Ma ce l’ abbiamo fatta
Siamo riusciti a superare il limite di resistenza, con la massima attenzione, con mezzi di fortuna, indebitandoci fino alla settima generazione, senza movida, banchi a rotelle e monopattini, oltre i decreti e gli esperti, usando il buon senso che guida gli umili, quelli abituati a gestire le masse in un secondo, a preservare il corpo e la salute, perché sono gli strumenti del lavoro
Un sacrificio silenzioso, perché per noi il gesto esprime tutto, già confinati ai margini della società come hobby e divertimento
Ma non è bastato
Gli artisti e gli sportivi, in piena tempesta, diventano scomodi e non essenziali, sono il superfluo sacrificabile, il capro espiatorio di una gestione fallace e contradittoria, che ricorre alla corte marziale per sopperire al marcio politico, l’incopetenza e il dolo, massacrati da una vessazione mediatica riservata neanche ai peggiori criminali
Non basta ancora
Guanto di sfida in diretta nazionale, come se fossimo bambini cattivi e schieramento dell’ artiglieria pesante per controlli a tappeto …non si era mai visto neanche per stanare spacciatori, terroristi, pedofili e stupratori
Ma noi non non molleremo
Perché per primi siamo scesi in campo sensibilizzando le persone, attraverso la cura del corpo e della mente, perché siamo educatori e sentiamo la responsabilità morale di continuare con ogni mezzo, ad aiutare il prossimo a stare meglio, a essere disciplinato, a rispettare le regole in una comunità, a preservare la salute fisica e mentale
Non abbiamo trascurato neanche per un momento la gravità della pandemia e le sue conseguenze, perché da sempre promuoviamo valori che sfuggono a molti
È necessario che tutti sappiano che sport, arte e cultura moriranno insieme a tutto il resto
Ma non esisterà nessun vaccino pensierocondiviso #resistenza”

Redazione

ilSipontino.net dal 2005 prova a raccontare con passione ciò che accade sul Gargano ed in Capitanata. Per segnalare variazioni, rettifiche, precisazioni o comunicazioni in merito al presente articolo è possibile inviare email a redazione@ilsipontino.net

Articoli correlati

Back to top button