La palma va in fiamme, sdegno sui social. Ma quei vandali sono i nostri figli

Piove, governo ladro! È sempre stato così: chi gestisce il potere (o chi lo gestiva) è colpevole di tutti i mali possibili e, quindi, come evidenzia ironicamente il detto popolare, anche della pioggia. Eppure credo che ora a Manfredonia si cominci a scivolare nel ridicolo, perché cercare qualcuno a cui addossare responsabilità anche dell’inciviltà ormai dilagante sembra essere diventato un vero e proprio alibi.

Piazza Falcone e Borsellino (piazzale della Chiesa di Sant’Andrea), ore 20.00 di un giorno feriale di inizio settimana: va in scena la stupidità in tutto il suo fragore, con una palma che prende fuoco a pochi passi dal modernissimo porto turistico di Siponto.

Una signora armata di senso civico e di una buona dose di coraggio, residente nelle vicinanze, si è procurata dei secchi e ha iniziato a spegnere l’incendio, aiutata da alcuni ragazzi in tenuta da jogging che proprio in quel momento si trovavano a passare di lì per la salutare corsa quotidiana sul lungomare di Siponto.

Secondo alcuni testimoni, le fiamme sarebbero state provocate da un gruppetto di adolescenti che dopo lo scellerato gesto sono scappati subito via, forse per lo spavento o per paura di essere riconosciuti. Intanto, come da copione, si levano le proteste dei cittadini per una Manfredonia ormai allo sbando, probabilmente dimenticando che gli adolescenti resisi responsabile della bravata sono i loro stessi figli.

Al di là delle punizioni da parte degli organi competenti reclamate a gran voce e delle proteste nei confronti di chi dovrebbe vigilare sulla città, non resta che constatare che i primi responsabili di questo gesto, che non è che l’ultimo di una lunga lista di atti vandalici, vanno cercati proprio nelle famiglie in cui questi ragazzi hanno ricevuto la loro educazione e che non sono state capaci di trasmettere ai loro figli il senso del rispetto verso il bene comune e l’amore per la propria città.

Piove, governo ladro! Sì, ma piove anche nelle nostre case… ma forse siamo troppo impegnati a vivere le nostre vite sui social e a giudicare quelle degli altri, per accorgerci di ciò che accade ad un passo da noi.

Maria Teresa Valente




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