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La Marca: “Manfredonia ricorda i migranti morti in mare e Padre Arcangelo Maira”

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La Marca: “Manfredonia ricorda i migranti morti in mare e Padre Arcangelo Maira”

Il mare nasce per unire una terra che era nata tutta intera e compatta, ce lo dice la storia, la geografia, ce lo raccontano i libri di testo. Ma, si sa, siamo un’umanità che studia poco e si ritrova a pensare il mare come barriera tra una terra e l’altra.

Il mare è il senso dell’infinito che ogni volta ci sorprende, se abbiamo i piedi ben saldi a riva o se sappiamo di poterci tornare con facilità in qualunque momento.

Il mare per chi non sa nuotare è una sfida da affrontare o un pericolo da evitare.

Ma il mare per chi non sa nuotare e lo attraversa di notte su un mezzo di fortuna è un’altra storia.

In questa canzone c’è un popolo che si mette in viaggio. Prima di partire le paure, le preoccupazioni e una sola vera domanda che tutti hanno in gola, ma nessuno ha il coraggio di pronunciare a voce alta “ce la faremo o no?” Non è il momento di chiederselo.

E durante il viaggio le preghiere nel buio fissando gli occhi degli altri, arriveremo o …

Non è il momento

E quelli che amiamo e sono rimasti là, li rivedremo o …

Non è il momento

Quando sei vivo basta una luce nel buio a ridarti la speranza, e noi siamo vivi, tocca ricordarselo ogni momento, e quella luce è una ONG: prima i bambini, poi le donne, poi i malati e i deboli, poi gli altri, avanti, venite avanti, la speranza è per tutti e noi ci siamo quasi.

E quando mettiamo i piedi a terra torna il sorriso. Allora è vero: siamo vivi

Non è il momento di morire, non oggi.

Non è il momento di avere paura, la vita: è questa l’unica possibilità che abbiamo, a tutte le latitudini, per non morire prima del giorno che è stato scritto per noi.

Mamadou Diakite