
La Marca: “Giustizia e verità per Sadam”
Dopo una settimana di ricerche, é stato ritrovato il corpo senza vita di Sadam Houssain, 32 anni del Pakistan.
Era li presso il ghetto della pista, a pochi chilometri da Borgomezzanone, dove Sadam viveva da un pó.
Ad annuciarmelo, questo pomeriggio, é stata la comunità pakistana che, nei giorni scorsi, aveva denunciato la scomparsa di Sadam.
Mentre gli investigatori stanno lavorando per accettare le cause, i responsabili, le ragioni di una morte così atroce e ingiusta , il corpo, senza vita di Sadam, chiede giustizia, cerca verità.
Era uno dei tanti braccianti impegnati nelle nostre campagne, che lavorano per per pochi euro nella raccolta dei nostri prodotti agricoli.
É arrivato in Italia, inseguendo un sogno, con la speranza di migliorare le condizioni della sua vita e della sua famiglia.
Sicuramente Sadam doveva presto restituire i soldi che i familiari hanno raccolto per pagargli il viaggio.Un viaggio duro, durato diversi mesi, dove i suoi sogni hanno anche rischiato di soffocare nel silenzio di una paura che non scoppia.
Durante quel viaggio Sadam avrà pianto tante volte e quel pianto é diventato preghiera, speranza di rivedere un orizzonte che non é solo terra, ma rappresenta la vita.
Sadam, ottenuto un permesso di soggiorno per protezione speciale, ha accettato di tutto pur di risanare il proprio debito: anche di vivere in quella baraccopoli, che é diventato la sua prigione e poi la sua tomba.
E adesso é senza vita, chiuso in un portabagagli della sua auto, ucciso da una mano criminale, che non lascia scampo, ma tante domande e troppe responsabilità.
Nei giorni scorsi ero a Roma, al Ministero del Lavoro, con il Comune di Foggia, Prefetto e Regione Puglia per condividere insieme un percorso che, da qui a cinque anni, dovrebbe portarci al superamento di quel ghetto, di quell’ inferno.
Abbiamo tutti piena coscienza che, di fronte ad un problema così complesso, occorrono risposte e percorsi diversi e complessi, in cui ognuno deve fare la sua parte: il Governo, la Regione, gli enti locali, le organizzazioni, ma una cosa é certa: l’ uomo e la sua dignità non possono continuare ad essere merce di scambio di un gioco di interessi e di poteri.
A tutta la comunità Pakistana e ai familiari di Sadam esprimo le nostre condoglianze e vicinanza.
La morte di Sadam non può essere un prezzo da pagare, ma chiede giustizia, verità.
Chiede l’ impegno di tutti per una dignità che va difesa, umanità che deve essere ritrovata .
Domenico La Marca Sindaco di Manfredonia


