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La Marca: “1° Maggio, la dignità del lavoro è un principio non negoziabile”

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La Marca: “1° Maggio, la dignità del lavoro è un principio non negoziabile”

Oggi celebriamo il 1° maggio, Festa dei Lavoratori. Lo slogan di quest’ anno è ‘Lavoro dignitoso’.

Non possiamo limitarci alla consueta retorica della ricorrenza. Il 1° maggio deve essere un richiamo severo alle nostre responsabilità: il lavoro non è un privilegio, non è un favore, non è una concessione. Il lavoro è dignità, è libertà, è cittadinanza piena. E quando il lavoro viene svilito, sottopagato, reso precario o irregolare, non viene colpito solo il lavoratore: viene colpita la qualità della nostra democrazia.

Questo principio trova fondamento nell’articolo 36 della Costituzione, che riconosce a ogni lavoratore una retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa.

Nel nostro territorio questa realtà è evidente. Troppo lavoro nero. Troppo lavoro grigio. Troppo sfruttamento. Troppi giovani, troppe donne e troppi uomini costretti ad accettare condizioni indegne, paghe basse, diritti compressi, contratti in bianco, in nero e troppe sfumature di grigio con tutele insufficienti. Non è accettabile che il lavoro venga considerato un favore da concedere, né che la sopravvivenza di molte famiglie dipenda da rapporti di lavoro opachi o da retribuzioni che non consentono una vita dignitosa.

È qui che le istituzioni locali devono scegliere da che parte stare: dalla parte di chi sfrutta o dalla parte di chi lavora.

Per questo il Comune non può restare spettatore. Può e deve essere parte attiva nell’avere attenzione alla tutela del lavoro, della legalità e della sicurezza, ma soprattutto nel creare le condizioni di sviluppo di un territorio e creare lavoro: la disoccupazione è presente in tante famiglie e tanti nostri giovani sono costretti a partire.

Nello scorso Consiglio Comunale, come coalizione, abbiamo proposto e approvata la mozione sul salario minimo.

In Europa il tema del salario minimo e della tutela delle retribuzioni è ormai al centro del dibattito pubblico e istituzionale; in Italia, il richiamo al principio costituzionale della sufficienza della retribuzione resta imprescindibile . Per questo abbiamo chiesto che nei contratti in essere e nelle future procedure di gara sia garantito un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l’ora, come soglia di dignità e di contrasto al lavoro povero, e che siano attivati tutti i meccanismi tecnici e giuridici necessari per assicurare anche l’uguaglianza di reddito tra donne e uomini .

La sicurezza sul lavoro, poi, non può essere un adempimento accessorio. Deve essere un obiettivo primari e abbiamo, purtroppo, tanta strada ancora da fare.. Per questo è necessario rafforzare i controlli in fase esecutiva, verificare la congruità fino al SAL finale e istituire un presidio permanente di confronto e monitoraggio con tutte le figure della prevenzione e della sicurezza. Ogni incidente, ogni infortunio, ogni morte sul lavoro è una sconfitta dello Stato, delle istituzioni e della nostra coscienza civile .

Per queste ragioni, questa mozione non è stata un atto simbolico. È un atto di responsabilità. Ci chiede di impegnarci ancora di più nel fare fino in fondo la propria parte : difendere il lavoro vero, contrastare lo sfruttamento, pretendere legalità negli appalti, garantire salari dignitosi, tutelare la sicurezza e affermare, con i fatti , che la dignità del lavoro è un principio non negoziabile .

Domenico La Marca – Sindaco di Manfredonia

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