
Luigi D’Oriano, storia di una passione nata negli anni dell’infanzia
Quando si racconta una storia, nello specifico la storia di una passione, si ci chiede sempre da dove provenga. Il talento è sicuramente innato, ma un amore per una forma d’arte ha molto spesso una genesi ben precisa. Nel caso di Luigi D’Oriano, giovane attore, che si sta affermando nel panorama cinematografico, è nata molto presto. In quella fase in cui i sogni sembrano solo idee astratte, Luigi inizia a studiare recitazione. A dieci anni , quando forse non era nemmeno consapevole del suo talento, debutta in tv, prendendo parte alla pubblicità della Nutella. Poco dopo viene scelto per una piccola parte nella serie televisiva di Rai1 La Traviata, dove recita al fianco di Vittoria Puccini.
Nel corso degli anni, recitando in film e fiction di successo, quello che poteva sembrare un passatempo infantile, diventa un lavoro. Una professione che oggi si sente cucito addosso, e in cui ogni elemento è stato modellato dalla tenacia e dalla perseveranza. Nella scuola di recitazione della sua piccola città, quella passione prende forma, si delinea e diventa un sogno concreto.
Luigi D’Oriano ripercorre le tappe che hanno segnato il suo percorso artistico, ed oggi da giovane attore rivede d’avanti a sé quel bambino che ha iniziato a studiare recitazione. “Sì, ho iniziato molto presto. Ma la verità è che no, non l’avevo capito subito. È nato tutto come un gioco. Non c’era niente di pianificato, niente di ‘serio’ all’inizio. Poi, col tempo, grazie allo studio, ai set, alle esperienze anche fuori dal set, ho capito che questa era davvero la mia strada” afferma con sincerità.
Di questo lavoro ammette di amare la possibilità di vivere più vite, di immergersi in ruoli sepre diversi. E in questo universo sente di poter vivere più vite.
Il ruolo da protagonista nel film Mixed by Erry
Fra i ruoli più significativi di Luigi D’Oriano c’è sicuramente quello di Enrico Frattasio nel film Mixed by Erry. L’opera cinematografica firmata da Sydney Sibilia narra la storia dei fratello Frattasio che, a cavallo fra gli anni 70 e 80, hanno dato vita ad impero creando audiocassette contraffatte. La pellicola è uno spaccato sulla dura realtà dei quartieri napoletani più poveri. Quei quartieri in cui il sole non si vede e sbagliare è più facile che seguire la retta via. Un contesto sociale in cui le difficoltà e il disagio diventano lo stimolo per creare qualcosa di unico e aggirare gli ostacoli. L’arte di arrangiarsi e di ricorrere alla piccola illegalità è il tema portante di un film ispirato ad una storia vera.
Enrico vorrebbe fare il dj, ma in attesa che il suo sogno si realizzi, inizia a mixare compilation. Un’attività che all’inizio sembra un gioco, ma che a poco a poco diventa una professione. Grazie all’aiuto dei fratelli crea “Mixed by Erry”, una realtà musicale conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. La Guardia di Finanza, tuttavia, inizia a guardare con sospetto la loro attività, sino ad arrestarli. I tre fratelli finiscono in carcere, ma anche dietro le sbarre trovano la forza di reagire.
Il film porta in scena una vicenda vera, una storia in cui è racchiuso il senso della napoletanità: l’arraggiarsi che diventa un’arte, le difficoltà che diventano lo stimolo più grande. Luigi D’Oriano presta, con talento e maestria, corpo e voce ad un personaggio complesso, con una naturalezza tale da farlo sembrare reale.
Dal cinema alla tv: il percorso di Luigi D’Oriano
Appena qualche mese fa, Luigi D’Oriano è apparso sul piccolo schermo nella fiction cult La preside. In questa serie ha interpretato il figlio adolescente della protagonista, recitando a stretto contatto con Luisa Ranieri. Il suo personaggio è un ragazzo di appena diciasette anni che avverte il peso di essere figlio di una madre perfetta e da cui vorrebbe ricevere maggiori attenzioni. Un ruolo non facile, in cui è racchiusa l’essenza della vulnerabilità degli anni adolescenziali. Luigi, che quella fase l’ha superata da soli pochi anni, è riuscito a calarsi perfettamente nel ruolo, portando in scena tutto il suo tormento.
“Per la prima volta mi sono trovato a interpretare un personaggio più giovane di me. Andrea ha qualche anno in meno, e ho dovuto faticare per recuperare e rendere credibili dei tratti che ormai non sento più miei. All’inizio ho fatto fatica a capirlo. Non è stato semplice, ma era proprio quello il punto: dovevo capirlo per potergli dare vita. Non dev’essere facile, per un figlio, avere una madre così assente. Andrea si porta addosso tutto il carico emotivo che la madre si trascina da scuola, e questa cosa lo schiaccia” ha spiegato il giovane attore.


