
Incendio Oasi Lago Salso, Marasco: “In un anno nulla è cambiato a Manfredonia”
Oggetto: Nuovo incendio doloso all’Oasi Lago Salso del 6 luglio 2026. Ad un anno dal disastro del 2025, nulla è cambiato. Diffida al Sindaco di Manfredonia e alle Istituzioni competenti.
Il sottoscritto Giuseppe Marasco, Consigliere Comunale Capogruppo, nonché Comandante del Corpo Volontari CIVILIS – Ispettori Ambientali Forestali Territoriali,
PREMESSO CHE
In data oggi 6 luglio 2026 l’Oasi Lago Salso di Manfredonia, patrimonio naturalistico di rilevanza nazionale e comunitaria, è stata nuovamente devastata da un incendio di natura dolosa. Questa volta ad essere colpita è la zona OVEST della pianta planimetrica dell’Oasi.
Esattamente un anno fa, nel 2025, la stessa Oasi fu teatro di un incendio definito “apocalittico” da tutte le testate giornalistiche nazionali, Rai, Mediaset, TV regionali e locali. Un disastro ambientale che ha distrutto ettari di biodiversità e macchiato la coscienza di un intero territorio.
Da quel tragico evento ad oggi, nonostante l’impegno quotidiano, gratuito e volontario del Corpo CIVILIS a tutela dell’ambiente e del mare, le Istituzioni preposte non hanno prodotto risultati concreti. I piromani continuano ad agire indisturbati e non vengono mai assicurati alla Giustizia.
Tutto ciò premesso, con la presente si DIFFIDA formalmente
Il Sindaco di Manfredonia, nella sua duplice veste di Capo della Protezione Civile Comunale, di proprietario dell’area Oasi Lago Salso e di Ufficiale di Governo, nonché tutti gli Enti e apparati dello Stato competenti in materia di prevenzione incendi e tutela ambientale, a:
CHIEDERE PUBBLICAMENTE E CON URGENZA:
Quali atti concreti sono stati messi in campo dal Comune di Manfredonia dal luglio 2025 al luglio 2026 per prevenire nuovi incendi all’Oasi Lago Salso?
Quali misure di vigilanza, videosorveglianza, controllo del territorio e prevenzione attiva sono state adottate dopo la situazione apocalittica del 2025?
Qual è lo stato delle indagini sui piromani del 2025 e su quelli di oggi? Quante persone sono state identificate e assicurate alla Giustizia in un anno?
Quali fondi sono stati stanziati e spesi per la messa in sicurezza, la pulizia dei sottoboschi, la creazione di fasce tagliafuoco e l’installazione di sistemi di allerta precoce?
Perché il Piano Comunale di Protezione Civile, con specifico riferimento al rischio incendi boschivi, non ha impedito che il disastro si ripetesse identico a distanza di 12 mesi?
CONSTATATO CHE
L’ennesimo incendio rappresenta una vera e propria sfida alle Istituzioni e agli apparati dello Stato. È la prova che la lezione del 2025 non è servita a nulla. È la certificazione del fallimento delle politiche di prevenzione e controllo del territorio.
Il silenzio e l’inazione di chi ha la responsabilità politica e amministrativa di proteggere questo patrimonio sono ormai complici del degrado.
PERTANTO
Se il Sindaco di Manfredonia non è in grado di svolgere il proprio ruolo di massima autorità di Protezione Civile e di garante della sicurezza del territorio comunale, ne tragga le conseguenze.
Come cittadino, come Consigliere Comunale e come Comandante di chi ogni giorno mette a rischio la propria incolumità per spegnere gli incendi che altri non prevengono, affermo che forse sarebbe meglio che tornasse a suonare la chitarra. Farebbe meno danni che da Sindaco.
Mi riservo di trasmettere la presente diffida anche alla Procura della Repubblica di Foggia, alla Prefettura, alla Regione Puglia e al Ministero dell’Ambiente, affinché si accertino le responsabilità per omissione di atti d’ufficio e per disastro ambientale.
Chiedo a tutte le testate giornalistiche nazionali e locali di dare massima diffusione alla presente, perché i cittadini di Manfredonia e di tutta Italia hanno il diritto di sapere.
Manfredonia, 6 luglio 2026
Giuseppe Marasco Consigliere Comunale Capogruppo
Comandante Corpo Volontari CIVILIS – Ispettori Ambientali Forestali Territoriali


