Il viestano Ragni: “PD, problema politico serio. Raffaele Piemontese si dimetta”

CONSIGLI NON RICHIESTI
Ho seguito attraverso la stampa le dinamiche che hanno portato alle candidature per l’elezione del Presidente della Provincia di Foggia.

Si tratta di una elezione che in termine tecnico viene definita “di secondo grado” perché non votano direttamente i cittadini ma i loro rappresentanti eletti nei vari Consigli Comunali dei 61 comuni della nostra provincia.

Da quello che ho avuto modo di leggere l’alleanza che ha portato alla elezione del Presidente Miglio non si è riusciti a riproporla in questa competizione.

Da una parte quindi il sindaco di Candela, Nicola Gatta, espressione del centrodestra. Dall’altra il Sindaco di San Marco in Lamis, Merla, espressione del PD.

“Sarà Nicola Gatta a rappresentare il centrodestra” ha dichiarato in una intervista a FoggiaToday il deputato Michele Bordo. Ma come? Io ricordo bene le dichiarazioni trionfanti di Raffaele Piemontese e Paolo Campo che annunciavano il sostegno del PD alla candidatura proprio di Nicola Gatta a sindaco di Candela. Solo due anni fa. Una candidatura che avrebbe consentito al PD di crescere, dicevano.

Ed a proposito del sostegno dell’assessore regionale Leo DiGioia al sindaco di Candela, Bordo sempre nell’intervista a FoggiaToday sostiene che “siccome la provincia di Foggia…esprime personalità autorevoli del Pd in consiglio e in giunta regionale, se ci trovassimo di fronte ad una scelta dei civici di alleanza col centrodestra, per noi sarebbe un problema politico molto serio, che dovremo affrontare con il Presidente“.

E l’alleanza, come tutti sappiamo, c’è stata. Tanto è vero che il segretario provinciale del PD, Lia Azzarone, in un comunicato stampa ha dichiarato, a proposito di Leo DiGioia, che “ha scelto di essere parte di una coalizione di centrodestra”.

Ma ancor più netta, Azzarone, è in una intervista alla tv de Il Mattino di Foggia nella quale dice di prevedere il sostegno di DiGioia al candidato Sindaco di Foggia del centrodestra con una lista civica e che quindi un ragionamento si dovrà affrontare con il presidente Emiliano.

Sono d’accordo. Se le cose stanno così è del tutto evidente che, come ha detto Bordo, abbiamo un problema politico molto serio. Che va affrontato molto seriamente con il presidente Emiliano.

Se ci fosse stata una direzione provinciale del partito, della quale sono un componente di diritto in quanto componente della direzione regionale, avrei partecipato per dire che la conseguenza di questo ragionamento non può che essere la richiesta di uscita dalla Giunta Regionale di Leo DiGioia.

E che bene farebbe Lia Azzarone a chiedere a Raffaele Piemontese di presentare le proprie dimissioni da assessore regionale in modo tale che il presidente Emiliano scelga se chiedere a Piemontese, e quindi al PD, di restare in Giunta oppure revocare a DiGioia la nomina di assessore.

Delle due, una!
Le parole pronunciate dai vertici provinciali del partito sono state molte nette. O seguono i fatti o, come quella famosa canzone, parole…parole…parole.

Aldo Ragni




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