Attualità Capitanata

Il 21 marzo di Libera: un diritto al nome per ogni vittima innocente di mafia

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Ogni anno, il primo giorno di primavera porta con sé il ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa, nata da “Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie” di Don Luigi Ciotti, nacque subito dopo le Stragi di Capaci e di Via D’Amelio in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 

L’anno successivo alle Stragi, fra Punta Raisi e Palermo, Don Ciotti incontra il dolore di una madre. Quella madre si chiama Carmela, ed è la madre di Antonio Montinaro, pugliese, caposcorta di Falcone. Per Carmela, oltre al dolore privato per quel lutto così violento e imponente, si aggiungeva il dolore e la preoccupazione del perché il nome di suo figlio, come gli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato. 

Da quell’esigenza, di ricordare ogni singola vittima, ogni singola persona – importante o meno che sia – è nata la Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Ogni anno, in molte piazze d’Italia, viene letto un lungo elenco di nomi che, purtroppo, ogni anno si arricchisce di vite nuove spezzate dall’arroganza mafiosa. Dal 1996, ogni anno in una città diversa, “un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai“. 

L’evento principale quest’anno si svolgerà a Napoli e ricorderà ben 1031 vittime, di cui: 113 minori, 92 donne e 162 vittime morte prima del 1961. 

Il diritto al nome è il primo passo per una valorizzazione della memoria personale che, come ha spiegato Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera e responsabile del settore memoria, solo con l’incontro con l’altro può diventare collettiva. “Il diritto al nome parte dalla riflessione che diede vita alla raccolta dei nomi delle vittime innocenti delle mafie in un elenco, idea che nacque contemporaneamente ai primi passi della rete di Libera. È un diritto che ha un contenuto etico ed è espresso dal momento saliente della Giornata della Memoria e dell’Impegno, ossia la lettura, accurata e attenta, dell’elenco stesso delle vittime innocenti delle mafie, in cui sono custoditi i nomi di persone che altrimenti sarebbero state dimenticate, causando la perdita di centinaia di storie che oggi innervano il nostro patrimonio memoriale. Questo diritto è stato il primo importantissimo passo di un cammino che oggi rende più forte la consapevolezza della necessità e urgenza che il diritto alla verità sia scritto nel diritto interno italiano, un diritto che ha una dimensione sia individuale che collettiva, che dovrebbe avere pari dignità e forza di ogni altro diritto fondamentale della persona”. 

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