Attualità Capitanata

Iannacone racconta questa sera su Rai 3 il dramma di Taranto con “La polvere negli occhi”

Da anni, in tv, c’è un piccolo programma che raccolta la realtà in maniera speciale, poetica. Lo conduce il giornalista molisano Domenico Iannacone: prima si chiamava “I dieci comandamenti”, oggi “Che ci faccio qui”, in onda per due puntate ancora il sabato sera a partire dalle ore 21.45 su Rai3. Iannacone, un passato da inviato, racconta da anni storie marginali nel dibattito pubblico: le povertà, l’immigrazione, la salute, la dispersione scolastica, la malattia. 

Questa sera, su Rai 3, Iannacone ritorna in Puglia per raccontare nella sua puntata, “La polvere negli occhi”, il dramma della città di Taranto con il suo dilemma fra salute e lavoro. Iannacone, con il suo stile, racconterà una delle storie più controverse del nostro Paese, quella dell’ex-Ilva di Taranto. Una storia dove il diritto al lavoro e la tutela della salute sono inconciliabili. In questo percorso, che racconterà il dolore di tante famiglie che hanno perso parenti e figli a causa dei disastri prodotti dallo stabilimento del quartiere Tamburi. La salute soggiogata dal ricatto occupazionale sarà al centro di questo racconto emozionante in una delle periferie del nostro Paese. 

Dopo Palermo, Firenze e Trieste, la periferia est di Roma e prima dell’ultima puntata in Val di Fiemme, Iannacone racconta una periferia dell’anima come Taranto, abbandonata per troppo tempo dalla politica nazionale. In queste storie, come sempre, ci sarà il racconto dell’umanità infragilita. “Nel nuovo ciclo di puntate – racconta il conduttore – sono andato a indagare tra le pieghe di un’umanità fragile e vulnerabile, una sorta di fotografia prima del frastuono delle bombe della guerra che da oltre un mese stanno cambiando il nostro modo di guardare, che ci hanno riportato a interrogarci sul passato e sul futuro, sulle categorie fragili, su chi vive ai margini e chi si batte per gli ultimi”. 

Iannacone ascolta i suoi testimoni, non giudicando mai le storie e le vicende che spesso affondano le proprie radici nella miseria e nella disperazione. “Per fare questo non occorre, a mio modesto avviso, essere morbosi: i protagonisti sono uomini e donne che hanno deciso di andare controcorrente, sfidando le opinioni, i giudizi e i pregiudizi altrui. I luoghi diventano protagonisti, ad esempio le città o alcune periferie, pezzi di terra sganciati dal mondo, luoghi ai margini della società, dove la distanza dal centro diventa spesso un confine invalicabile”. 

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