Guillermo Mariotto, chi erano i genitori: il padre violento, la forza della madre e l’amore della nonna Leonor

Dietro l’eleganza e l’ironia di Guillermo Mariotto, volto amatissimo di Ballando con le Stelle, si nasconde una storia familiare intensa e dolorosa. Lo stilista venezuelano, oggi icona di libertà e creatività, ha raccontato più volte il suo passato, segnato da un padre violento, da una madre straordinaria e da una nonna che gli ha insegnato a credere nella vita anche nei momenti più bui. Un’infanzia vissuta tra Caracas e i sogni di fuga verso un futuro migliore, che ha forgiato il suo carattere e la sua sensibilità artistica.
Mariotto è nato nel 1966 in Venezuela, da padre italiano e madre venezuelana. La sua famiglia era numerosa, composta da sei figli, tutti diversi per aspetto e temperamento. Ma dietro la vivacità di quella casa si nascondeva un clima pesante, fatto di gelosia, tensioni e violenza. Il padre, come ha raccontato lo stilista, era ossessionato dalla bellezza e dal carisma della moglie, una donna intelligente e amata da tutti, persino dai figli. Una gelosia che si trasformò presto in rabbia e in comportamenti aggressivi.
A questo punto è inevitabile chiedersi: chi erano davvero i genitori di Guillermo Mariotto? Quale rapporto lo legava alla madre e alla nonna? E come ha trovato la forza di perdonare il padre dopo tanta sofferenza?
Guillermo Mariotto: il padre violento e la madre coraggiosa
Nelle sue interviste più intime, Guillermo Mariotto ha raccontato senza filtri la violenza subita in famiglia. “Ho avuto un padre violento, geloso di mia madre perché era una donna carismatica, bella e speciale”, ha confessato. Un uomo incapace di accettare l’amore che i figli provavano per la madre, tanto da arrivare a picchiarli. Mariotto ha ricordato che il padre non sopportava di essere messo in ombra e che quella gelosia patologica aveva reso la vita familiare un inferno.
La madre, però, non si è mai arresa. Dopo quattordici anni di matrimonio, decise di separarsi e di ricostruire la propria vita. Nonostante le difficoltà, riuscì a laurearsi in medicina e, in seguito, in odontoiatria, diventando un esempio di forza e determinazione. Mariotto la descrive come una “superstar”, una donna che ha saputo trasformare il dolore in riscatto, anche quando il marito cercava di tenerla in casa costringendola ad avere altri figli. Il rettore dell’Università Centrale di Caracas la premiò con la lode, definendola “la migliore”, una madre di sei figli che non aveva mai smesso di studiare.
Il padre, invece, dopo anni di tensioni, lasciò la famiglia. Mariotto aveva solo quattordici anni, ma trovò il coraggio di affrontarlo. Anni dopo, tornato in Venezuela, lo incontrò di nuovo e lo ringraziò. “Portarsi dietro il rancore è complicato. Perdonando ti liberi”, ha detto. Un gesto di maturità che racconta la sua capacità di trasformare la sofferenza in consapevolezza.
Guillermo Mariotto e la nonna Leonor: la fede come salvezza
Tra i ricordi più dolci di Guillermo Mariotto c’è quello della nonna materna, Leonor, una figura che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua infanzia. Quando da bambino scoprì di avere una milza più grande del normale, la nonna, che era infermiera, si prese cura di lui con amore e dedizione. Gli trasmise la fede, insegnandogli che la vita è fatta di speranza, ironia e divertimento. Mariotto ha raccontato che, a causa di quella malattia, era più esposto al rischio di leucemia e che la nonna pregava ogni giorno per lui.
Leonor non fu solo una presenza affettuosa, ma anche una guida spirituale. Gli insegnò a guardare oltre le difficoltà, a credere nella forza dell’anima e nella bellezza delle piccole cose. Mariotto ha spesso detto che il suo modo di affrontare la vita, con leggerezza e profondità insieme, nasce proprio da lei. “Venendo da una famiglia severa, con genitori rigidi, il misto tra la loro disciplina e la gioia di mia nonna mi ha fatto capire che bisognava scappare”, ha raccontato. E quella fuga dal Venezuela, verso l’Italia, è stata la sua rinascita.
La nonna gli ha lasciato un’eredità invisibile ma potentissima: la fede come forma di libertà. Un insegnamento che Mariotto porta ancora con sé, anche quando parla di moda, di arte o di televisione. Perché dietro ogni sua battuta, dietro ogni sorriso ironico, c’è la forza di chi ha conosciuto il dolore e ha imparato a trasformarlo in luce.
Guillermo Mariotto: dal dolore alla libertà
La storia di Guillermo Mariotto è quella di un uomo che ha saputo perdonare, rinascere e costruire se stesso partendo dalle ferite. Il padre violento, la madre coraggiosa e la nonna amorevole sono le tre figure che hanno plasmato la sua vita. Oggi, dietro il giudice di Ballando con le Stelle, c’è un artista che ha imparato a guardare avanti, a credere nella bellezza e a non smettere mai di sorridere.


