Fratelli d’Italia chiude alle candidature dell’ultima ora. Il no al deputato Antonio Tasso

I sondaggi, stando ai numeri attuali, non lasciano interpretazioni divergenti: il 25 settembre, alle politiche, Giorgia Meloni con i suoi Fratelli d’Italia potrebbe confermarsi come il primo partito politico della competizione. La Meloni, secondo i sondaggi di Antonio Noto, viaggia tra il 23 e il 24% dei consensi, mentre la Lega è ferma fra il 14 e il 15% e Forza Italia attorno al 9%. Uniti i due alleati, dunque, non riescono a superare la Meloni: per questo, infatti, è subito svanita l’idea di una federazione fra Lega e Forza Italia per impedire alla Meloni di conquistare la leadership.
Questi sondaggi così ottimisti riflettono, ad oggi, una serie di prese di posizioni molto nette di Fratelli d’Italia. In attesa dell’esito del vertice del centro-destra, convocato oggi pomeriggio a Montecitorio, è noto – da alcuni giorni – che il partito, soprattutto nei territori, non è disposto ad assalti. Giorgia Meloni vorrebbe candidare la sua classe dirigente, evitando di imbarcare nel suo partito personalità che hanno già avuto esperienze politiche in altre formazioni.
Questa è la volontà della leader. Secondo queste volontà, come anticipato oggi sulle colonne del Quotidiano l’Attacco, il partito avrebbe rifiutato e chiuso le porte a molti politici volenterosi di avvicinarsi alla Meloni. Uno dei tanti sarebbe il deputato sipontino Antonio Tasso, candidato ed eletto nel M5S nel 2018 e subito fuori, prima nel gruppo misto e da pochi giorni nella formazione politica del sindaco di Venezia Brugnaro, “Coraggio Italia“. Secondo il quotidiano foggiano, Tasso avrebbe ricevuto un no ad una candidatura nelle liste foggiane di FdI. “Ha tentato un approccio sventolando il risultato di Manfredonia e ha trovato le porte chiuse”, ha confermato all’Attacco una fonte interna al partito foggiano della Meloni.
Il nome di Tasso, però, non è l’unico ad aver ricevuto un netto no. Ci sarebbero anche i nomi del consigliere regionale Paolo Dell’Erba e di Fabrizio Tatarella. “Qualche giornale, regionale e locale, ha ipotizzato che ci sia spazio per la famiglia Tatarella ma non è così. È giusto, piuttosto, che continuino ad occuparsi della Fondazione Tatarella”, il giudizio di alcuni fonti meloniane.
Il partito, dopo anni di percentuali da prefisso telefonico, sopratutto nel foggiano punta in alto e proverà a blindare le liste (e gli eletti, dunque) con fedelissimi al partito e alla leadership della Meloni. Fratelli d’Italia, secondo alcuni dirigenti, oramai è un partito chiuso rispetto a nuovi ingressi. Non ci sarà la possibilità, dunque, di salire sul carro del vincitore. Non a Foggia, non a Bari e neppure a Roma.


